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Ho peccato Gesù mio Signore, ho peccato (dossologia copta della Quaresima)

Dossologia “Ⲛⲉⲕⲛⲁⲓ ⲱ Ⲡⲁ⳪” (Le tue misericordie, mio Signore)
per i giorni feriali e le domeniche del santo digiuno di Quaresima

Le tue misericordie, mio Signore, canto per i secoli dei secoli. E di generazione in generazione annuncio la tua verità con la mia bocca (Sal 89,1 Boh)

Le mie iniquità hanno superato la mia testa e mi sono diventate pesanti. O Dio ascolta il mio gemito: gettale via lontano da me (Sal 37,5; 39,13 Boh)

Considerami[1] come il pubblicano che ha peccato contro di te: tu gli hai perdonato i peccati (cf. Lc 18,13-14).

Considerami come l’adultera che tu hai salvato, sanato e ristabilito[2] perché ti ha compiaciuto di fronte a te (Gv 8,3-11).

Considerami come il ladrone che è stato crocifisso alla tua destra. Egli ti ha confessato così dicendo:

“Ricordati di me mio Signore, ricordati di me mio Dio, ricordati di me mio Re, quando verrai nel tuo regno”[3] (cf. Lc 23,39-43).

Tu, infatti, mio Salvatore hai accolto la sua confessione, hai avuto compassione di lui e l’hai inviato in paradiso.

Tratta anche me, peccatore, o Gesù mio Dio e mio vero Re, con dolcezza[4] e considerami come uno di costoro.

So che sei buono, compassionevole e misericordioso: ricordati di me nella tua misericordia per i secoli dei secoli.

Ti prego, Signore mio Gesù, non punirmi nella tua ira, non castigare nel tuo furore i miei peccati involontari[5] (Sal 6,2 Boh).

Perché tu non vuoi la morte del peccatore ma che torni e viva (cf. Ez 33,11 LXX). Abbi compassione della mia debolezza e non considerarmi con ira.

Ho peccato Gesù, mio Signore, ho peccato Gesù, mio Dio. O mio Re non tener conto dei peccati che ho commesso.

Ti prego, o mio Salvatore: mi raggiungano le tue misericordie a liberarmi dalle angosce che opprimono la mia anima.

Non bruciare nel fuoco la mia ignoranza come hai fatto con Sodoma, non distruggermi come hai fatto con Gomorra.

Ma, mio Signore, trattami come hai trattato i niniviti che si sono convertiti: tu hai perdonato loro i loro peccati.

Mi raggiungano in fretta le tue misericordie o mio Signore affinché possa gridare con questo popolo, con voce ininterrotta.

Per questo ti prego, o Signore Dio, mio Salvatore: non condannarmi, me debole e peccatore.

Ma sciogli e perdona le mie tante cadute perché sei buono e Amico degli uomini. Abbi pietà di noi nella tua grande compassione.

[1] Lett.: “Rendimi”

[2] I tre verbi copti utilizzati ⲥⲱⲧ, ⲧⲟⲩϫ, ⲛⲟϩⲉⲙ indicano tutti in maniera sinonimica, ma con sfumature diverse, “salvezza”.

[3] Il riferimento è alla versione liturgica di questo brano evangelico, cantata il grande Venerdì.

[4] Il verbo copto ϣⲁⲛⲁϩⲑⲏ implica l’ “avere cuore” (ϩⲏⲧ), “usare il cuore”

[5] Il termine ⲙⲉⲧⲁⲧⲉⲙⲓ corrisponde al greco ἀγνόημα, un peccato commesso per ignoranza o avventatezza.

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