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La lumaca e la gloria

La notte di Pasqua di quest’anno, poco dopo aver cantato insieme “Cristo è risorto!” e aver fatto la processione della chiesa, ho notato di fronte a me un’enorme lumaca che stava salendo lentamente sulle spalle di mio padre.

Mia madre, con aria calma e raccolta, senza scomporsi, si è avvicinata a mio padre, ha preso la lumaca con le mani e l’ha portata fuori dalla chiesa.

Da quel momento in poi non sono più riuscito a togliermi di mente quella lumaca.

La maggior parte dell’esistenza di questa lumaca era tranquilla, rilegata in qualche anfratto nascosto e buio della chiesa. E per un breve momento, è stata circondata, anzi immersa, nello splendore della Resurrezione! Candele scintillanti, incenso che si diffondeva nell’aria, inni che raccontano della gloria… e poi, all’improvviso, senza volerlo, è ritornata di nuovo a quell’ordinaria oscurità.

Mi sono immaginato quella lumaca che, dopo essere stata cacciata fuori, è corsa (molto lentamente) dai suoi amici e dai suoi familiari e ha raccontato loro quello che aveva visto. “Non ci crederete, ma ho visto qualcosa di meraviglioso! Non mi era mai capitato di vedere tanta gloria! Era tutto così talmente bello e armonioso che quasi mi veniva da piangere”. Al che i suoi amici le avranno risposto: “Sì, come no! Fatti curare e torna a dormire, amico!”. E forse, per un attimo, quella lumaca si sarà chiesa se quello che aveva vissuto fosse veramente accaduto.

Ma poi, mangiucchiando una foglia di insalata, i suoi pensieri sono tornati a quegli attimi di luce e di gloria e il suo cuore sapeva.

Io sono quella lumaca, molto più di quanto mi piaccia ammettere. Quando intravedo qualcosa che va al di là del mio ordinario, c’è sempre una parte di me che cerca di razionalizzare e di sminuire. Ma il mio cuore sa: c’è molto di più, c’è molto di più, c’è molto di più…

tratto da una storia vera

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