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Gentili, pacifici, calmi (Molly Sabourin)

© Molly Sabourin

“Se i nostri pensieri sono gentili, pacifici e calmi, rivolti solo al bene, 
allora riusciamo ad influenzare noi stessi e a irradiare pace 
tutto intorno a noi, nella nostra famiglia, nell’intera nazione, 
ovunque. Questo non è vero solo qui sulla terra, ma anche nel 
cosmo. Quando ci affatichiamo nei campi del Signore, creiamo 
armonia. Armonia, pace e quiete divine che si diffondono ovunque”

– Anziano Thaddeus di Vitnovica

Alle 5,15 del mattino la mia sveglia inizia a suonare. Cerco di non domandarmi: “Forse devo premere ‘Rinvia’?”. Non bisogna pensarci, bisogna solo alzarsi. Sebbene ha richiesto andare a dormire molto più presto di quanto io sia abituata a fare, iniziano a piacermi i rasserenanti benefici di alzarsi presto al mattino. Mi piace essere la prima a svegliarsi e, avvolta in un piumino, andarmi a sedere in una comoda poltrona nel nostro salotto, sorseggiano caffè nel totale silenzio.

Parte del mio viaggio verso la semplicità e l’essere riempita di meno cose ha significato per me perdere il vizio di stare troppo tempo sui social media (ora uso solo Instagram) e di seguire le notizie (mi limito a 30/45 minuti di radio, giusto il tempo che mi serve per preparare la cena). D’altro canto, ha significato maggior consumo di letteratura, quiete, e un maggior input spirituale.

Non seguire più notizie minuto per minuto e gli status che appaiono nei social media è stato per me – non scherzo – come se qualcuno mi avesse tolto all’improvviso un peso dalle spalle, o meglio, dal mio cervello. Ero sommersa da informazioni che non riuscivo nemmeno a iniziare a elaborare e a catalogare. Nella mia testa era come se ci fosse un ingorgo intasato quando tutto ciò che desideravo era una passeggiata domenicale, metaforicamente parlando. Avevo bisogno di tempo e spazio per incamerare e per rendere grazie per ciò che mi circondava.

Ciò che mi fa coraggio è pensare a quanto io sia resiliente e quando Dio sia paziente con me permettendomi di giungere a essere a pezzi perché potessi ritornare in me e supplicare aiuto, chiedendo la Sua pace, ancora e ancora, incespicando, cadendo, rialzandomi… E ogni volta, la pace è lì, sempre disponibile, accessibile in sacche di silenzio, nelle pagine di un bel libro, nell’aria fresca che respiro passeggiando all’aperto e in quei quieti momenti di preghiera prima che la mia giornata cominci.

Piccole, semplici ed edificanti abitudini sono ciò che mi ha salvato. Un costante ritmo di lavoro, lavori casalinghi, creatività e interazioni sociali faccia a faccia mi proteggono dal rimuginare in maniera malsana, sviluppando opinioni troppo entusiaste e accecanti e facendomi paralizzare dalla procrastinazione. Meno rimuginìo, meno appuntamenti, più fare ed essere sono stati benefici non solo alla mia anima ma a quelle di coloro con i quali interagisco quotidianamente. Quando sono calma, la mia casa è calma. I miei pensieri pacifici, in ordine, si diffondono verso i miei figli e mio marito.

Sono così poche le cose che posso controllare. Eppure, allo stesso tempo, ci sono così tante cose che posso controllare. Quanto mi dà consolazione ricordare che, perfino nel bel mezzo del caos, posso scegliere di allontanarmi dal mio smartphone, restando focalizzata sull’adesso, cercando Dio al mattino presto e facendo la prossima cosa giusta per me con cuore riconoscente.

Molly Sabourin
traduzione dall’inglese. Articolo originale qui

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