Home / SPIRITUALITA ORTODOSSA / meditazioni bibliche / Lc 1:39 / Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo (Lc 1,39)

Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo (Lc 1,39)

Giovanni sussultò di gioia per annunciare la sua futura predicazione. Il figlio della sterile esultò davanti al figlio della vergine. Egli cercò la lingua di sua madre e volle pronunciare una profezia riguardo al Signore. Per di più a Maria era stato tenuto nascosto per sei mesi che Elisabetta aveva concepito, finché le membra del bambino fossero state sufficientemente formate per esultare di fronte al Signore con il suo sussulto e divenire un testimone per Maria con la sua esultanza.

Inoltre, l’esultare nel grembo di sua madre non era una sua iniziativa, e non a causa dei suoi cinque mesi, ma era perché i doni divini potessero mostrarsi nel grembo sterile che ora lo stava portando. Fu anche perché l’altro grembo, quello della Vergine, conoscesse il grande dono fatto a Elisabetta e perché le due terre credessero nei semi che avevano ricevuto tramite la parola di Gabriele, coltivatore di entrambi i campi. Poiché Giovanni non poteva gridare nella sua esultanza e rendere testimonianza al suo Signore, sua madre cominciò a dire: Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo grembo.

Il nostro Signore preparò il suo araldo in un grembo morto, per mostrare che egli veniva dopo un Adamo morto. Egli vivificò prima il grembo di Elisabetta e poi vivificò la terra di Adamo tramite il suo corpo.

Efrem il Siro,
Commento al Diatessaron 1,30

Lascia un commento

Sfoglia verso l'alto