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L’efficacia del sangue di Cristo nella conversione (Matta el Meskin)

La conversione è uno dei misteri della Chiesa. In realtà, si tratta della porta per tutti gli altri misteri dal momento che nessun mistero può avere efficacia in noi se non siamo in uno stato di pentimento: “Se non vi convertite, perirete tutti” (Lc 13,3).

Se guardiamo alla vita cristiana a partire dall’esperienza spirituale e dalla vita secondo il vangelo, ci renderemo conto che è una conversione continua, cioè un continuo ritorno a Dio. Il peccato, infatti, penetrando nell’essere umano lo ha reso tendente ad allontanarsi da Dio. “Adamo si nascose” (Gen 3,8) spaventato da Dio, una paura che non faceva parte della sua natura: “Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto” (Gen 3,10). Adamo provò paura a causa della trasgressione. La trasgressione continua ad esistere e il peccatore continua a essere impaurito e ad allontanarsi da Dio.

Cristo è venuto a togliere questo stato di paura e a riportare l’uomo a Dio annullando il peccato in noi. Il togliere il peccato e le sue tracce velenose è un atto divino che trae la sua potenza dal sangue versato da Cristo: “Il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato” (1Gv 1,7). Questo è in sintesi il mistero della redenzione e dell’amore.

Convertirsi, dunque, come stato di ritorno fiducioso a Dio, significa immergersi nel mistero della redenzione e accogliere l’efficacia dell’amore che dimora stabilmente nel sangue di Cristo. Per questo la conversione è, in breve, un mistero divino.

Tratto da: Matta el Meskin, L’ascesi cristiana, San Macario Edizioni, Wadi el Natrun 2018, pp. 35-36
Il libro è acquistabile a questo indirizzo
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