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Archive for the ‘Sofronio Sakharov’ Category

La piramide capovolta (archimandrita Sofronio)

Il mondo è come una piramide capovolta…

Se osserviamo l’esistenza del mondo nella sua dimensione psicofisica da una parte, e la vita empirica dell’umanità nella sua dimensione spirituale dall’altra, constatiamo sia nell’una che nell’altra una struttura piramidale, cioè la presenza della disuguaglianza e a qualcuno verrà quindi da pensare che la disuguaglianza è qualcosa di ontologicamente necessario alla natura umana; e così, sia per passione che per impassibile convinzione filosofica, si soffocano le esigenze della propria coscienza. Ma altri, basandosi proprio su queste pressante esigenze del più profondo della nostra coscienza, cercano instancabilmente di realizzare quest’eguaglianza nell’esistenza dell’umanità.

Ma è possibile l’eguaglianza dove si trova la libertà quale principio fondamentale dell’esistenza? La risposta data dalla millenaria esperienza storica dell’umanità sarebbe negativa.

Cosa possiamo dunque fare per modificare quest’ordine di cose, inaccettabile al nostro spirito? Non possiamo infatti rinunciare alla nostra più profonda aspirazione spirituale: vedere tutti gli uomini uguale in pienezza e ad immagine della Santa Trinità dove non c’è né grande né piccolo.

Rivolgiamoci a Cristo e vediamo come ha risolto questo problema.

Il Signore non nega il fatto della disuguaglianza, della gerarchia, della divisione in piani superiori ed inferiori, maggiori e minori, ma capovolge questa piramide dell’essere, collocando la cima in basso; in tal modo si giunge all’ultima perfezione.

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La parola di Cristo (archimandrita Sofronio Sacharov)

archimandrita Sofronio Sacharov

Ogni pensiero umano, ogni parola umana è un’energia, una forza. Se questo si può dire del pensiero e della parola umana, tanto più lo si potrà applicare alla parola di Dio, alla parola di Cristo.

Quando udiamo le parole evangeliche di Cristo così ricche di pace e di dolcezza: «Beato chi ha il cuore puro perché vedrà Dio»; o: «Ecco il mio comandamento: amatevi gli uni gli altri»; oppure: «Ricevete il mio insegnamento poiché io sono mite ed umile di cuore», non dobbiamo dimenticare che questa dolce parole di Cristo è la forza incrollabile ed infinita che chiama dalle tenebre del non-essere alla luce della vita tutto ciò che esiste: gli innumerevoli mondi, e tutta l’incalcolabile varietà delle creature ragionevoli e irragionevoli.

Umilmente rivestita dai caratteri della parola umana creata, che può anche venir fissata tramite la scrittura, la parola di Cristo è nella sua essenza l’energia di Dio Onnipotente e Creatore di tutte le cose. Di essa si può dire ciò che la Scrittura dice dello stesso Dio, cioè che è «un fuoco divoratore» al quale i figli della terra devono avvicinarsi con timore e venerazione (Ebr 12,29).

«La tua parola è infuocata» dice il Salmista (Sal 118, 140 dei LXX). La parola di Cristo è la parola più misteriosa: è inaccessibile anche alle intelligenze più aperte, ma allo stesso tempo è così semplice e così chiara da essere alla portata dei bambini.

Pur essendoci così vicina, così comprensibile, così naturale e così profondamente legata al nostro cuore umano, la parola di Cristo senza dubbio supera infinitamente le forze della natura creata: essa è divina, incomprensibile, soprannaturale e, come dice l’apostolo Paolo, «non è modellata sull’uomo» (Gal 1, 1-12)

La parola di Cristo rivolta all’uomo libero, è dolce, senza violenza, e allo stesso tempo – come parola di autorità assoluta, come parola dell’unico Padrone di tutto ciò che esiste – è infinitamente potente. Infatti Cristo ci dice: «Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».

La parola di Cristo accolta dall’uomo con fede profonda lo conduce alla vita eterna per una strada lungo la quale incontrerà molte cose insolite e sconosciute a coloro che non seguono il Cristo. Su questa strada sublime si rivela all’uomo tutto ciò che può provare e conoscere nella sua esistenza. La luce della parola di Cristo sonda gli intimi meandri dell’abisso tenebroso, rivelando così la vera natura di una moltitudine di fantasmi della verità che, all’interno delle loro tenebre, attirano l’uomo. La parola di Cristo è un fuoco che mette a dura prova tutto ciò che è nell’uomo e, in modo più generale, nell’esistenza cosmica; poiché, come ci testimonio l’Apostolo: «Nessuna creatura può nascondersi davanti a lui» (Ebr 4,13).

La parola di Cristo è spirito e vita eterna, pienezza dell’amore e gioia celeste. La parola di Cristo è la luce divina increata. Essa non si rivolge alla superficiale ragione discorsiva, ma all’intimità del cuore umano, e colui che apre il suo cuore fin nella sua intimità ultima, per accogliere degnamente questa luce divina, può unirsi ad essa diventando simile a Dio.

La parola di Cristo, realizzata nella vita, deifica l’uomo. «Dio nessuno l’ha mai visto; proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato» (Gv 1,18). L’evento del Dio-Verbo (Logos) nella carne e la sua parola sono i fondamenti della vita cristiana. Questa vita non la si può spiegare a coloro che non l’hanno conosciuta con l’esperienza; e sarebbe anche vano cercare di descrivere a parole il luogo spirituale in cui si trova lo spirito umano. Dinanzi a lui si aprono sia le «tenebre esteriori» che la luce eterna della Divinità ed egli si trova tra queste due. Cosciente quindi del suo stato critico, egli prega con tutto il cuore e soffre. Prega con intensità e con una totale concentrazione di tutto l’essere.

archimandrita Sofronio Sacharov

tratto da Archimandrita Sofronio, Silvano del Monte Athos,
Gribaudi, p.208-209

Infatuazioni infantili… (Sofronio Sacharov)

archimandrita Sofronio Sacharov e San Silvano l'Athonita

Per dodici anni lo Staretz [Silvano del monte Athos] ha implorato ardentemente il Signore affinché il mondo conoscesse Dio. Egli infatti pensava che se gli uomini – e la sua preghiera accoglieva tutti i popoli – avessero conosciuto l’amore e l’umiltà di Dio, imitando Paolo, avrebbero abbandonato quale spazzatura (Fil 3,7) e giochi da bambini le loro infatuazioni e le loro quotidiane preoccupazioni, e con tutte le loro forze, giorno e notte, avrebbero aspirato a quest’umiltà e  a quest’amore. Se ciò accadesse, diceva lo staretz, il destino di ogni uomo cambierebbe e il mondo intero sarebbe trasfigurato. Tale è la potenza dell’umiltà di Cristo.

Sofronio Zacharov
tratto da:  Archimandrita Sofronio,
Silvano del Monte Athos, Gribaudi, p.203

“Vieni e opera in me tutto ciò che Tu hai comandato”

Pavel Ryzhenko's Prayer (modern)

La preghiera di Pavel Ryzhenko

La preghiera è infinita creazione, l’arte suprema. Ripetutamente facciamo esperienza di uno slancio appasionato verso Dio, seguito da un allontanamento dalla Sua luce. Ancora una volta siamo consci dell’inabilità della mente di innalzarsi a Lui. Ci sono momenti in cui ci sentiamo ai limiti della pazzia. “Tu mi donasti il Tuo precetto di amare ma non ho forza in me per amare. Vieni e opera in me tutto ciò che Tu hai comandato, ché il Tuo comandamento va oltre le mie forze. La mia mente è troppo fragile per comprenderTi. Il mio spirito non riesce a guardare dentro i misteri della Tua volontà. I miei giorni passano in un eterno conflitto. Sono torturato dalla paura di perderTi a causa dei cattivi pensieri del mio cuore”.

Talvolta la preghiera sembra avvizzire e noi piangiamo, “Affrettati a venire in mio aiuto, tu sei il mio aiuto e il mio liberatore o Eterno” (Sal 70:5). Ma se non ci stacchiamo dall’orlo del suo vestito, l’aiuto giungerà. E’ vitale dimorare nella preghiera al fine di neutralizzare la persistente influenza distruttiva del mondo esterno.

Arcimandrita Sofronio

(via christ is in our midst)