Archivio per categoria: Silvano l’Athonita

/ 16 luglio 2010 21:00

L’amore (4) (San Silvano l’Athonita)

Che cosa potrò dare in cambio al mio Signore? Io sono un abominio, il Signore lo sa; ma amo umiliare l’anima mia e amare il prossimo, anche se mi offende. Io prego il Signore che nella sua misericordia mi faccia amare i nemici; e, grazie a Dio, io ho provato che cosa è l’amore di Dio e l’amore del prossimo,

/ 15 luglio 2010 17:31

Esichia, rinuncia di sé e grazia di Dio

L’esicasmo ha sempre avuto, soprattutto in Occidente, numerosi avversari. Non avendone mai fatto l’esperienza, essi traggono conclusioni in maniera astratta, giungendo fino a qualificare questa forma di preghiera come un comportamento meccanico, cioè una tecnica spirituale che ci guida alla contemplazione di Dio. Ma senz’alto esso non è nulla di ciò. Nella sua assoluta libertà, Dio non è condizionato da

/ 9 luglio 2010 22:11

L’amore (3) (San Silvano l’Athonita)

Conosco un uomo che il Signore misericordioso ha visitato con la sua grazia. E se il Signore gli domandasse: “Vuoi che ti dia ancor di più?”, allora per la debolezza della carne, la sua anima risponderebbe: “Tu vedi, Signore, che se tu mi dessi di più io morirei”. L’uomo infatti è limitato e non può sostenere la pienezza della grazia.

/ 8 luglio 2010 19:25

L’amore (2) (San Silvano l’Athonita)

Quando voglio scrivere sull’amore di Dio, ecco che tremore e timore si impadroniscono dell’anima mia. Povero è il mio cuore e senza forze per descrivere l’amore del Signore. L’anima ha paura, ma desidera vivamente scrivere anche solo poche parole sull’amore di Cristo. Il mio spirito è incapace di trovare una parola, ma l’amore mi spinge. Oh uomo, debole creatura! Quando

/ 7 luglio 2010 14:12

L’amore (1) (San Silvano l’Athonita)

L’anima mia ha sete del Dio vivente. L’anima mia vuole essere di nuovo riempita della grazia del Signore. Oh, quanto è insondabile la misericordia di Dio: dalla polvere plasmò l’uomo e alitò su di lui un soffio di vita, e l’anima dell’uomo entrò in comunione con Dio. Il Signore ha tanto amato la sua creatura da dare all’uomo il suo