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Archive for the ‘Silvano l’Athonita’ Category
Quando la grazia abbandona l’anima, in quei momenti dolorosi l’anima ha la sensazione di essere caduta dal cielo sulla terra, e vede tutte le malizie del mondo. Non ci sono più momenti di gioia per l’anima, fino al momento in cui il Signore non le ridà la sua grazie.
L’anima che ha gustato la dolcezza dello Spirito Santo non può dimenticarla; essa languisce giorno e notte, e insaziabilmente si lancia verso Dio. Chi potrà descrivere l’ardore del suo amore per Dio nel quale ha riconsciuto il suo Padre celeste? Finché il Signore non avrà dato la sua grazia a quest’anima, essa non troverà sulla terra un istante di tregua [...]
L’anima mia languisce verso di Te, ma non ti può trovare.
Tu vedi Signore come essa è attratta verso la tua grazia e piange cercandola.
Quando io non la conoscevo non potevo chiedertela in questo modo.
Come potrei domandare ciò che non conosco?
Ma ora io Ti imploro, poiché l’anima mia Ti ha conosciuto e ha gusato la dolcezza
del tuo Spirito santo, ed ha amato Te, suo Creatore.
Tu hai dato ai tuoi Santi la grazia ed essi ti hanno amato fino alla fine.
Hanno disprezzato i beni terrestri,
poiché la dolcezza del tuo amore non permette che si ami la terra e la bellezza
di questo mondo, che non sono nulla dinanzi alla tua grazia.
San Silvano l’Athonita
tratto da Archimandrita Sofronio,
Silvano del Monte Athos, Gribaudi, p.297-298
Dove sei, mio Signore? Ti sei nascosto all’anima mia, e con lacrime io Ti cerco. Signore, dammi la forza di umiliarmi davanti alla Tua grandezza. Signore, a te appartiene la gloria nei cieli e sulla terra, ma a me, tua piccola creatura, concedi il tuo spirito umile. Ti supplico, Signore buono, volgi lo sguardo su di me dall’alto della tua gloria, e dammi la forza di glorificarTi giorno e notte, perché l’anima mia ti ha amato per mezzo dello Spirito santo, e io vengo meno per Te e con lacrime Ti cerco.
Signore, donaci lo Spirito santo. In Lui Ti glorificheremo giorno e notte, perché la nostre carne è debole, metre il Tuo spirito è pronto e dà all’anima la forza di servirTi spontaneamente, e rafforza la mente nel Tuo amore; ed essa trova pace in Te in un riposo totale e non vuole più pensare a niente, se non al Tuo amore.
Signore misericordioso, il mio spirito malato non ha la forza di venire a Te, e perciò io Ti invoco come il re Abgar*: vieni e guariscimi dalle piaghe dei miei pensieri peccaminosi e io Ti loderò giorno e notte e Ti annunzierò agli uomini, affinché tutti i popoli conoscano che Tu, Signore, come già in passato, fai miracoli, perdoni i peccati, santifichi e doni la vita.
* re Abgar: Re di Edessa che viveva all’epoca di Cristo. Secondo gli storici ecclesiastici di quei tempi, il re Abgar avrebbe scritto una lettera a Cristo nella quale lo pregava di venire ad Edessa per guarirlo da una malattia da cui lui era stato colpito. L’inviato del re Abgar avrebbe portato un ritratto del Salvatore da Gerusalemme. Questo ritratto sarebbe rimasto impresso su un panno che il Salvatore avrebbe usato per asciugarsi il volto: questa l’origine dell’icona “non fatta da mano d’uomo” che si chiama “il Santo Volto”.
San Silvano l’Athonita
tratto da Archimandrita Sofronio,
Silvano del Monte Athos, Gribaudi, p.276
 Icona di San Silvano l'Athonita
Tu dai la tua Grazia, affinché l’anima bruci incessantemente d’amore e non conosca più riposo né di giorno né di notte per l’amore divino.
Il ricordo di te riscalda l’anima mia, e io non trovo riposo in nessun luogo della terra se non in te, e per questo ti cerco con lacrime e di nuovo ti perdo, e di nuovo il mio spirito desidera la tua dolcezza; ma tu non mostri il tuo volto desiderato dalla mia anima giorno e notte.
Signore, fa’ che io ami te solo.
San Silvano l’Athonita
tratto da Archimandrita Sofronio,
Silvano del Monte Athos, Gribaudi, p.208-209
 archimandrita Sofronio Sacharov e San Silvano l'Athonita
Per dodici anni lo Staretz [Silvano del monte Athos] ha implorato ardentemente il Signore affinché il mondo conoscesse Dio. Egli infatti pensava che se gli uomini – e la sua preghiera accoglieva tutti i popoli – avessero conosciuto l’amore e l’umiltà di Dio, imitando Paolo, avrebbero abbandonato quale spazzatura (Fil 3,7) e giochi da bambini le loro infatuazioni e le loro quotidiane preoccupazioni, e con tutte le loro forze, giorno e notte, avrebbero aspirato a quest’umiltà e a quest’amore. Se ciò accadesse, diceva lo staretz, il destino di ogni uomo cambierebbe e il mondo intero sarebbe trasfigurato. Tale è la potenza dell’umiltà di Cristo.
Sofronio Zacharov
tratto da: Archimandrita Sofronio,
Silvano del Monte Athos, Gribaudi, p.203
Oh, chi mi canterà il canto da me amato negli anni della mia giovinezza, chi mi dirà come il Signore è asceso in cielo e con quanto desiderio ci aspetta presso di Sé? Con le lacrime ascolterei questo canto, poiché l’anima mia è stanca di questa terra.
Che cosa mi è successo? Perché ho perduto la gioia? La ritroverò ancora?
Gemete con me, voi tutti, uccelli e bestie. Gemete con me, selva e deserto. Gemete con me, creature tutte di Dio, e consolatemi del mio dolore e della mia tristezza.
Ma ecco che cosa medita l’anima mia: “Se io pur amando così poco Dio, lo rimpiango con tale desiderio, quanto grande deve essere stato il dolore della Madre di Dio quando restò sulla terra dopo l’Ascensione del Signore“. Ella non scrisse qual dolore soffriva la sua anima, e noi conosciamo solo scarsi dettagli della sua vita. Ma dobbiamo ammettere che noi non riusciremo mai a comprendere la pienezza del suo dolore e l’amore per suo Figlio e suo Dio.
Il cuore della Madre di Dio, tutti i suoi pensieri, tutta l’anima sua, erano nel Signore, ed Ella amava il popolo e pregava ardentemente per gli uomini, per i nuovi cristiani, perché il Signore desse loro forza e per tutto il mondo, affinché tutti fossero salvati. In questa preghiera stava la sua gioia e il suo conforto sulla terra.
Inaccessibile è per noi la pienezza dell’amore della “Theotokos”; ma noi sappiamo che:
+ quanto più grande è l’amore, tanto più grande è la pena dell’anima;
+ quanto più pieno è l’amore, tanto più piena è la conoscenza;
+ quanto più bruciante è l’amore, tanto più ardente è la preghiera;
+ quanto più perfetto è l’amore, tanto più santa è la vita.
Nessuno di noi giunge alla pienezza d’amore della Madre di Dio, e noi abbiamo bisogno del pentimento di Adamo. Ma in parte anche noi comprendiamo quest’amore, nella misura in cui lo Spirito Santo ci istruisce nella Chiesa.
San Silvano l’Athonita
tratto da Archimandrita Sofronio,
Silvano del Monte Athos, Gribaudi, p.329-330
Oh fratelli, dimentichiamoci la terra e tutto ciò che in essa si trova! Questa ci distrae dalla contemplazione della Santa Trinità, che è incomprensibile alla mente, ma che è vista dai santi in cielo per mezzo dello Spirito Santo. Noi invece restiamo in preghiera senza nessuna presunzione, e chiediamo al Signore lo spirito di umiltà; e il Signore ci amerà e ci darà sulla terra tutto ciò che è vantaggioso per l’anima e il corpo.
Signore misericordioso, dona la Tua grazia a tutti i popoli della terra, affinché Ti conoscano; poiché senza il Tuo Spirito l’uomo è incapace di comprendere il Tuo amore.
Figliuoli cari, riconoscete il Creatore del cielo e della terra.
Ti prego, Signore, manda la tua misericordia ai figli della terra, che Tu ami, e fa’ che essi Ti conoscano nello Spirito Santo. Ti prego: ascolta la mia preghiera e fa’ che tutti i figli della terra conoscano la tua gloria mediante lo Spirito Santo.
Quand’ero giovane amavo pensare: «Il Signore è asceso al cielo, e ci aspetta. Ma per poter stare con lui, dobbiamo essere simili a Lui e simili ai fanciulli, umili e miti di cuore e servirLo. Solo allora, secondo la parola del Signore – “dove sono io sarà anche il mio servo” – noi staremo con Lui nel Regno dei cieli».
Ma ora l’anima mia è offuscata e smarrita, e io non riesco ad innalzare a Dio la mente pura e non trovo le lacrime per piangere le mie azioni sciagurate. L’anima mia si intristisce e indebolisce nelle tenebre di questa vita…
San Silvano l’Athonita
tratto da Archimandrita Sofronio,
Silvano del Monte Athos, Gribaudi, p.328-329
 scritta da Silouan Medema
Nessuno può conoscere da se stesso che cosa è l’amore di Dio, se non glielo insegna lo Spirito santo. Nella nostra Chiesa l’amore di Dio è conosciuto per mezzo dello Spirito santo e per questo motivo ne possiamo parlare.
L’anima peccatrice, che non conosce il Signore, teme la morte, e crede che il Signore non le perdonerà i peccati; ma questo avviene quando l’anima non conosce il Signore e quanto Egli ci ami. Se il mondo sapesse questo, nessun uomo cadrebbe in preda alla disperazione, perché il Signore non solo perdona, ma gioisce immensamente della conversione del peccatore. Anche se la morte si avvicina a te, credi fermamente che, appena tu chiederai il perdono, il Signore te lo concederà. Il Signore non è uguale a noi: Egli è infinitamente mite, compassionevole e buono; e quando l’anima lo conosce, resta stupefatta dicendo: “Oh quale Signore abbiamo!”.
Lo Spirito santo ha concesso alla nostra Chiesa di conoscere quanto è grande la misericordia di Dio.
Il Signore ci ama, e con mitezza ci accetta senza farci rimproveri, così come il padre del Vangelo non rimproverò il figliol prodigo, ma ordinò che gli si facesse indossare una versta nuova e al dito gli si mettesse un preziosissimo anello e i calzari ai piedi, e fece uccidere il vitello grasso per festeggiare il suo ritorno. Oh con quanta mitezza e longanimità dobbiamo anche noi correggere nostro fratello, così che la nostra anima gioisca per la sua conversione.
Lo Spirito santo insegna in modo ineffabile all’anima ad amare gli uomini.
San Silvano l’Athonita
tratto da Archimandrita Sofronio,
Silvano del Monte Athos, Gribaudi, p.328
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