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«Cristo, offerta sacrificale data all’umanità»

Dopo averla santificata, lo Spirito santo ha reso Maria un “impasto di umanità” da cui ha ritagliato un’offerta sacrificale che il Figlio ha reso sua propria unendola alla sua divinità e che poi ha consegnata ai figli dei peccatori perché la innalzassero sulla Croce quale sacrificio per loro.

La sapiente Maria ha serbato per sé il mistero del sacrificio fino a che non è maturato il tempo dell’offerta. Poco prima dell’ora stabilità sembrava  dire a Cristo: “Mostrati!”.

E oggi, ci stringiamo attorno alla stalla e gioiamo dell’oblazione della nostra vita, la potenza del nostro sacerdozio attraverso la quale abbiamo ottenuto l’ardimento e l’audacia di avvicinarci al trono di Dio.

Matta El Meskin
(tratto da “Cristo, dono del Padre all’umanità”)

Testi per prepararsi al Natale

In questo periodo di Avvento, per prepararci ad accogliere l’evento salvifico dell’incarnazione del Verbo, riproponiamo alcuni testi pubblicati negli scorsi anni sul tema della Natività. Presto, per le vostre preghiere, pubblicheremo nuovi testi.

* L’umanità è giunta alla culla di Cristo (Giovanni Crisostomo)
* Dio mandò suo Figlio, nato da donna (Proclo di Costantinopoli)
* «E il Verbo si fece carne» (John Henry Newman)
* Emmanuele (Elredo di Rievaulx)

* La tua parola onnipotente venne dal trono regale (Giuliano di Vézelay)

* Messaggio di natale di S.S. Scenuda III (2008)
* Omelia di Natale di S.S. Bartolomeo I (2007)
* Messaggio di Natale di S.S. Teodoro II (2007)

Dio mandò suo Figlio, nato da donna

proclo_costantinopoli.jpgChe sussulti di gioia la natura e che esulti tutto il genere umano, anche le donne, infatti, sono elevate all’onore. Che l’umanità danzi in coro…: “Laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia” (Rm 5:20). Ci ha radunati qui la santa Madre di Dio, la Vergine Maria, tesoro purissimo della verginità, paradiso spirituale del secondo Adamo, luogo dell’unione delle nature, luogo di scambio in cui si è compiuta la nostra salvezza, stanza nuziale nella quale Cristo ha sposato la nostra carne. Essa è il roveto spirituale che il fuoco del parto di un Dio non ha consumato, la nuvoletta (1 Re 19:44) che ha portato colui che ha il suo trono sui cherubini, il vello purissimo, che ha ricevuto la rugiada celeste (Gdc 6:38)… Maria, serva e madre, vergine, cielo, ponte unico fra Dio e gli uomini, telaio dell’incarnazione sul quale la tunica dell’unione delle nature è stata mirabilmente tessuta: lo Spirito Santo ne è stato il tessitore.

Nella sua bontà, Dio non si è sdegnato di nascere da donna, anche se colui che sarebbe stato formato in lei era la vita stessa. Se però la madre non fosse rimasta vergine, non ci sarebbe stato in questo parto nulla di strano; semplicemente sarebbe nato un uomo. Ma poiché lei è rimasta vergine anche dopo il parto, come non potrebbe trattarsi di Dio e di un mistero inesprimibile? È nato in un modo ineffabile, senza macchia, colui che, dopo, entrerà senza ostacoli, a porte chiuse, e davanti al quale Tommaso esclamerà, contemplando l’unione delle sue due nature: “Mio Signore e mio Dio” (Gv 20,28).

Per amore nostro, colui che per natura è incapace di soffrire, si è esposto a numerose sofferenze. Cristo non è affatto divenuto Dio a poco a poco; assolutamente! Invece essendo Dio, la sua misericordia l’ha spinto a diventare uomo, come impariamo dalla fede. Non predichiamo un uomo divenuto Dio, bensì proclamiamo Dio fatto carne. Ha scelto come madre la sua serva, colui che per natura non conosce madre e che si è incarnato nel tempo senza padre.

San Proclo di Costantinopoli (ca. 390-446), vescovo
da “Discorsi”, 1 ; PG 65, 682