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Dossologia del digiuno del profeta Giona

La Chiesa copta ortodossa inizia domani (28 tuba 1728 = 6 febbraio 2012) il digiuno di Ninive o del profeta Giona che commemora il digiuno di tre giorni di Giona nella pancia della balena. Per i Cristiani, questi tre giorni sono una prefigurazione e una profezia dei tre giorni che Cristo trascorse nel sepolcro come Gesù stesso rivelò: “Una generazione perversa e adultera pretende un segno! Ma nessun segno le sarà dato, se non il segno di Giona profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. Quelli di Nìnive si alzeranno a giudicare questa generazione e la condanneranno, perché essi si convertirono alla predicazione di Giona. Ecco, ora qui c’è più di Giona!” (Mt 12,39-41) e “Mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato nessun segno fuorché il segno di Giona. Poiché come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione [...] Quelli di Nìnive sorgeranno nel giudizio insieme con questa generazione e la condanneranno; perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, ben più di Giona c’è qui.” (Lc 11,29-31,32). Questo digiuno inizia di lunedì, due settimane prime del lunedì di inizio Quaresima ed è molto sentito dai copti. Il quarto giorno è la festa del profeta Giona. Il digiuno è stato probabilmente mutuato dalla tradizione siriaca.

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Dossologia del digiuno del profeta Giona

Il profeta Giona rimase nel ventre della balena tre giorni e tre notti, come la sepoltura del nostro Salvatore.

* Il Signore Iddio, lo mandò agli uomini di Ninive e predicò loro secondo la sua parola, e fecero penitenza.

Per tre giorni e per tre notti, in preghiere e digiuni, in doglie e lacrime, gli uccelli e gli animali.

* Accolse la loro penitenza Iddio ed ebbe pietà di loro, distolse da loro la Sua collera e rimise loro i loro peccati.

Ti chiediamo, o Misericordioso, fa’ con noi peccatori come coi niniviti, abbi compassione di noi secondo la tua grande pietà.

* Poiché tu sei un Dio misericordioso di grande compassione e pietà, paziente e buon amico degli uomini.

Poiché tu non vuoi la morte del peccatore, ma che torni e viva (cfr. Ez 33,11): accoglici ed abbi pietà di noi e rimetti i nostri peccati.

* Chiedi per noi, o predicatore dei niniviti, profeta Giona, che ci rimetta i nostri peccati.

Preghiere alla Madre di Dio nella Liturgia delle ore copta (Agpia)

TiAgia Maria TiMasnouti (Santa Maria Madre di Dio) di Stephane René

Tu sei l’onorata Madre della luce, da levante a ponente ti offrono lodi, o Madre celeste di Dio; poiché tu sei il puro ed immutabile fiore. Tu sei la Madre che rimase sempre vergine, perché il Padre ti ha scelta, lo Spirito Santo ti ha ricoperta, ed il Figlio di Dio è venuto e da te ha preso la carne. Domandagli di concedere la salvezza al mondo che ha creato, e di liberarlo dalle tentazioni. Cantiamo a lui un canto nuovo, e benediciamolo (dai tropari del Mattutino)

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Ave, ti supplichiamo, o santa piena di gloria, sempre vergine, Madre di Dio,Madre del Cristo; innalza le nostre preghiere al tuo diletto Figlio perché ci rimetta i nostri peccati. Ave, tu che hai generato per noi la vera luce, il Cristo nostro Dio; o santa Vergine, prega per noi il Signore affinché abbia misericordia delle nostre anime e ci rimetta i nostri peccati. Vergine Maria, santa Madre di Dio, patrona fedele del genere umano, intercedi per noi dinanzi al Cristo che tu hai generato, affinché ci conceda la grazia assieme alla remissione dei nostri peccati. Ave, o Vergine, autentica e vera regina; ave, vanto della nostra stirpe: tu hai generato per noi l’Emmanuele. Ti supplichiamo di ricordarti di noi, o patrona fedele, davanti al nostro Signore Gesù Cristo, affinché ci rimetta i nostri peccati (il saluto mariano nel Mattutino)

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Ti esaltiamo, o Madre della vera luce, ti glorifichiamo, o Santa Madre di Dio, perché hai generato per noi il Salvatore del mondo intero: egli è venuto ed ha salvato le nostre anime (prefazio al Credo)

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Madre di Dio, tu sei la vera vigna che ha generato per noi il frutto della vita. Ti preghiamo, o piena di grazia, assieme con i santi Apostoli per la salvezza delle nostre anime. Benedetto il Signore Dio. Benedetto il Signore di giorno in giorno. Il Dio della nostra salvezza ci preparerà la via (dai tropari dell’0ra Terza)

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Se stiamo in piedi nel tuo santo tempio, ci sentiamo come coloro che stanno in piedi nel cielo. O Madre di Dio, tu sei la porta del cielo: aprici la porta della misericordia (dai tropari dell’ora Terza)

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Sebbene a causa dei nostri innumerevoli peccati non abbiamo alcun diritto,attraverso di te, o Vergine Madre di Dio, osiamo rivolgerci apertamente a colui che tu generasti. Poiché la tua intercessione è grande, efficace ed accetta presso il nostro Salvatore, o pura Madre; non privare i peccatori delle tue intercessioni verso colui che tu hai generato. Infatti, egli è misericordioso e capace di salvarci,poiché ha patito in nostro favore per poterci salvare. Che le tue misericordie ci raggiungano presto, perché ne siamo realmente bisognosi; aiutaci, o nostro Salvatore. Per la gloria del tuo santo Nome ci salverai e ci rimetterai i nostri peccati a causa del tuo santo Nome (dai tropari dell’ora Sesta)

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Tu sei colei che è piena di grazia, Vergine Madre di Dio; noi ti lodiamo, perché attraverso la croce del tuo Figlio l’inferno è stato vinto, e la morte è stata ridotta al nulla. E noi, un tempo morti, siamo stati risuscitati e resi degni della vita eterna, ed abbiamo ottenuto la gioia del paradiso primordiale. Perciò rendiamo gloria con riconoscenza a colui che è potente, al Cristo nostro Dio (dai tropari dell’ora Sesta)

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Quando la Madre vide l’Agnello, il Pastore e Salvatore del mondo sospeso alla croce, disse piangendo: il mondo gioisce perché ha ricevuto la salvezza,ma le mie viscere sono piene d’amarezza vedendo la tua crocifissione, quella che tu hai pazientemente sopportato per tutti, Figlio mio e Dio mio! (dai tropari dell’ora Nona)

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Poiché ho compiuto ogni iniquità con intenzione e volontà, ed ho commesso ogni peccato con bramosia ed intensità, sono meritevole di ogni condanna e di ogni sofferenza. Ti prego, o nostra Sovrana la Vergine, di indurci al pentimento; perciò ti supplico di intercedere in mio favore, e ti domando di aiutarmi, affinché io non sia confuso. E quando l’anima abbandonerà la mia carne,vienimi incontro. Sconfiggi le trame del nemico, e chiudi le porte dell’inferno: che essi non prendano la mia anima, o Sposa senza macchia del vero Sposo (dai tropari dell’ora Undicesima [vespro])

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O Vergine immacolata, stendi la tua ombra sul tuo servo come soccorso efficace. Allontana dalla mia mente le ombre delle idee malvagie. Innalza la mia anima sofferente per le preghiere e la veglia, perché è caduta in un sonno profondo. Perché tu la misericordiosa, l’ausiliatrice e la Madre della sorgente della vita, del mio Re, e mio Signore Gesù Cristo, mia speranza (dai tropari dell’ora Dodicesima [compieta])

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Madre di Dio, finché avremo riposto in te la nostra fiducia, non saremo mai delusi, ma verremo salvati. Poiché abbiamo ottenuto il tuo aiuto e la tua intercessione, o pura e perfetta, non avremo paura, ma respingeremo i nostri nemici: li disperderemo con la tua protezione, e ci serviremo del tuo potente aiuto per difenderci. Ti preghiamo e ti imploriamo, o Madre di Dio, di salvarci per mezzo delle tue intercessioni, e di farci risorgere dal sonno delle tenebre per la glorificazione della potenza del Dio che ha preso la carne da te (dai tropari della preghiera del velo)

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O Vergine Madre di Dio, nostro inespugnabile baluardo: dissipa le trame del nemico, trasforma in gioia la tristezza dei tuoi servi, fortifica la nostra città,proteggi coloro che ci governano, intercedi per la pace del mondo; perché sei tu, o Madre di Dio, la nostra speranza (dai tropari della prima vigilia della preghiera della mezzanotte)

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I cieli ti lodano, tu che sei piena di grazia, sposa senza sposo; anche noi glorifichiamo il tuo ineffabile parto. Madre di Dio, intercedi per la redenzione delle nostre anime (dai tropari della seconda vigilia della preghiera della mezzanotte)

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O porta spirituale della vita, venerata Madre di Dio, salva coloro che cercano rifugio in te con fiducia contro ogni difficoltà, perché in ogni cosa possiamo glorificare il tuo santo parto, per la salvezza delle nostre anime (dai tropari della terza vigilia della preghiera della mezzanotte).

“Lo avvolsero in panni, Lui che era vestito di luce” (anafora di San Giovanni figlio del tuono)

Il testo che segue è la traduzione in italiano della parte forse più bella dell’anafora di San Giovanni “figlio del tuono”, usata nella chiesa copta etiope insieme ad altre numerose anafore. Secondo la tradizione etiope, il nucleo della liturgia fu scritta dagli Apostoli stessi, dopo l’ascensione di Cristo. Questa si chiama “anafora degli Apostoli”. Più tardi, i Padri della Chiesa hanno apportato delle aggiunte con un’altra anafora conosciuta come “del Signore”. Entrambe riflettono gli insegnamenti del Signore stesso e incarnano la precedente tradizione orale a cui si fa cenno in Atti 1:3 (“Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio“). Un’altra anafora detta “dei Trecento” fu scritta dai 318 vescovi riuniti a Nicea nel 325 d.C.. Si crede che l’anafora di San Giovanni “figlio del tuono” sia stata scritta da San Giovanni Evangelista. Il testo è tratto da “The liturgy of the Ethiopian church” translated by the Rev. Marcos Daoud (1959) (www.ethiopianorthodox.org).

Sacerdote: O Signore, a Te innalziamo i nostri occhi, a Te eleviamo i nostri cuori, le nostre coscienze e le nostre menti. Tu sei eterno, esistendo prima che l’universo fosse creato, vivente nei secoli dei secoli.

Non v’è limite alla tua potenza, nessun può capirti completamente, e nessuno può comprendere la pienezza della tua essenza.

Nessuno può comprenderti né vederti. Tu conosci Te stesso, il tuo regno è senza fine, la tua potenza è immutabile, la tua grandezza infinita, ma la tua gloria non è nascosta. A tutti Tu sei invisibile, eppure tutto è visto da te.

Tu non hai inizio, ma a tutto tu metti fine. Infinito Tu sei, ma a tutto metti limite. Tutte le cose sono da Te, tutte le cose sono per mezzo di Te e tutte le cose sono in vista di Te.

Tu sei in tutti, nella tua grandezza sei più eccelso degli eccelsi.

Tu visitasti l’umile per mezzo della venuta di tuo Figlio. Nella tua invisibilità, Tu sei più remoto di tutti i distanti; eppure, per mezzo della Tua compassione, Tu avvicini a Te coloro che sono lontani.

Tu sei dentro di tutti, eppure Tu sei al di là ogni cosa. La tua grandezza è celata in Te, la tua potenza è nascosta in Te. Tu stesso veli Te stesso con Te stesso, e celi Te stesso in Te stesso.

Tuo Figlio, che Tu generasti, ci ha parlato di Te. Egli che fu da te generato, ci ha portato notizie di te. Egli è onorato come Te, che eternamente lo generi.

Tu ci hai parlato di lui del quale tu testimoni per mezzo della tua parola che egli è veramente tuo Figlio e che tu sei veramente suo Padre.

Essi Ti adorano con il tuo Figlio, che ha gloria con colui che lo genera. Non v’è giorno tra Te e lui, e non v’è ora tra il Figlio e il Padre.

Il Padre non è maggiore del Figlio e il Figlio non è minore del Padre. Il pensiero del cuore, pensando profondamente, non può correre più veloce del corriere o essere esaltato più dei veglianti [intende gli angeli], non è in grado di comprendere l’insondabile mistero, entrare a vederti; cercare di conoscerti anche per un’ora, anche per un momento. Nessuno sa cosa c’è tra il Figlio e suo Padre.

Ma il tuo Spirito Santo vivente conosce la profondità della tua divinità. Egli ci ha annunciato la tua natura e ci ha parlato della tua unicità. Ci ha insegnato la tua unità e ci ha aiutato a conoscere la tua Trinità. Ci ha parlato della tua incorruttibile uguaglianza, della tua inseparabile unità e della tua immutabile natura.

Il Padre testimonia del Figlio e dello Spirito Santo. Il Figlio predica sul Padre e sullo Spirito Santo. Lo Spirito Santo insegna del Padre e del Figlio, affinché i tre possano essere adorati in un solo Nome.

Tu rendi nota la tua gloria celata e ineffabile a coloro che Ti lodano e a loro la mostri per mezzo della compassione della tua grazia. Gli eccelsi nei loro gradi, gli angeli nei loro ordini, i veglianti nel loro fulmine, i cherubini con potere, i serafini con gloria, e tutti con timore e tremore, adorano il Signore che è vicino come se fossero lontani.

Diacono: Facciamo attenzione.

Sacerdote: Coprono i loro volti con il fulmine, perché il fuoco che consuma non li consumi, e coprono i loro piedi con tizzoni ardenti, perché la fiamma della Potenza non li arda. Volano per i quattro angoli della terra e nei luoghi remoti davanti a Colui che è in ogni estremo della terra. Con grandi, lucenti e meravigliose parole invocano Colui che è invisibile per santificarlo. Con le loro schiere, i lori ordini e la loro congregazione, con i loro ranghi ti glorificano, Padre, e ti adorano; e glorificano il tuo Unigenito Figlio e il tuo Spirito Santo vivente.

Tutti insieme ti rendono grazie per la tua gloria. Rendici eguali a loro così che possiamo dire insieme a loro “Signore ricordati di noi nella tua compassione”.

Diacono: Rispondete.

Popolo: Santo, Santo, Santo, perfetto Signore delle schiere, cielo e terra sono pieni della santità della tua gloria.

Sacerdote: Come loro, Ti ringraziamo e crediamo che Tu sei santo, santo, santo, perfetto Signore delle schiere, e che cielo e terra sono pieni della santità della tua gloria.

Tu sei unico ed eterno, Padre santo. Tu sei unico ed eterno, Figlio santo. Tu sei unico ed eterno, Spirito Santo: tre nomi, un solo Dio.

Tu hai accordato a tutti i tuoi santi, secondo la tua bontà, di essere santi.

Tu creasti tutte le tue creature con il tuo Verbo. Tu, diretto da nessuno, creasti tutte le cose.

Senza affaticarti porti tutte le cose. Senza posa alimenti tutti le cose. Ti ricordi di tutti senza dimenticarti di alcuno.

Dai tutto senza diminuire. Innaffi tutto senza seccarti. Ti ricordi di tutto senza dimenticanza.

Vegli su di tutti senza riposare. Tutti ascolti senza ignorare alcuno. Tutti perdoni, prendendo nulla per te.

Tu sei il Generoso a cui alcuno dà nulla, il Creatore che nessuno dirige, il Sovrano che nessuno nomina, il Signore che nessuno giudica, il Dio a cui nessuno presta, che non è arricchito da nessuno. Tu sei colui che dona dalla sua abbondanza.

Mentre Tu colmi ogni luogo, ci è stato detto di un modo in cui possiamo riceverTi.

Tu inviasti il tuo Figlio a noi. Egli venne senza essere separato da Te. Camminò senza allontanarsi da Te. Egli era con te con tutto il suo corpo e Tu lo inviasti a noi senza essere separato da Te. Egli è dove Tu sei.

Egli fu con suo Padre in paradiso mentre era con noi sulla terra. Egli discese senza sottrarre all’alto e senza aggiungere in basso.

Fu concepito nel grembo eppure il grembo non lo limitò; abitò nel grembo eppure Egli era infinito; il Creatore di ogni carne visse nel grembo.

Colui che siede al di sopra dei cherubini abitò in una figlia di carne; il fuoco che consuma fu messo nella carne; lo Spirito invisible fu rivestito di carne; Egli nacque da ciò che era nascosto verso ciò che era aperto; Colui che dà forma ai bambini nel grembo divenne Egli stesso bambino; lo avvolsero in panni, Lui che era vestito di luce.

Egli abitò nella casa del povero come uno che era poverso; come Re inviò messaggeri perché gli portassero doni da lontano.

Colui che fa conoscere alla mucca il suo proprietario, dormì in una stalla. Crebbe come un bambino e lo adorarono come Signore di tutte le cose. Camminò come uomo eppure operò come Dio.

Volontariamente divenne affamato come figlio dell’uomo e accordò a molti affamati di essere saziati con un piccolo pane, secondo il Suo potere. Fu assetato come un uomo che muore, e trasformò l’acqua in vino come Lui che è capace di dare vita a tutti.

Dormì come i figli della carne, e risvegliò e sgridò i venti come Creatore. Si stancò e riposò come umile, e camminò sulle acqua e come eccelso.

Lo picchiarono sulla fronte come servo ed Egli ci liberò dal giogo del peccato come Signore di ogni cosa. Sopportò ogni cosa. Colui che guarì il cieco con il suo sputo e ci diede lo Spirito Santo ricevette lo sputo degli impuri.

Colui che perdona i peccati, fu accusato da loro come un peccatore. Il giudice dei giudici fu giudicato da loro. Fu crocifisso sull’albero per distruggere il peccato. Fu contato tra i peccatori per annoverarci tra i giusti.

Morì per sua propria volontà e fu seppellito volontariamente. Morì per distruggere la morte. Morì per dare la vita ai morti. Fu seppellito per far risorgere coloro che erano sepolti, per conservare i viventi, per purificare gli impuri, per giustificare i peccatori, per riunire insieme coloro che erano dispersi, e per riportare i peccatori alla gloria e all’onore.

Gloria, onore e gratitudine a Te per sempre.

Diacono: Guardate verso oriente.

Sacerdote: Per i morti che Tu risuscitasti, per i vivi che Tu conservasti, per gli impuri che Tu purificasti, per gli ingiusti che Tu giustificasti, per i dispersi che Tu riunisti, per i peccatori che Tu riportasti, Tu devi essere creduto. Amen.

Noi Ti adoriamo e Ti glorifichiamo, Tu che sei l’oggetto della saggezza, la parola del consiglio, il tesoro del soccorso, la dimora della beatitudine, la fonte del guadagno, la fontana della profezia, il meraviglioso torrente, glorificato dagli Apostoli, il pozzo di onore, l’ornamento del regno, la pura corono del clero, Tu sei il Re che ha la corona della gloria, Che essi adorano. Tu sei l’origine della gloria, la luce dell’onore,

indumento non tessuto, vestito che non fu filato, via verso il Padre e porta verso Colui che lo generò, tesoro che fu scoperto, perla che fu trovata, talento che fu moltiplicato, lievito che lievita il tutto, sale che dona sapore a chi non ha sapore,

Tu sei la luce che distrugge le tenebre, la candela che illumina il mondo intero, la fondazione inamovibile, la fortezza che non può essere distrutta, la nave che non può affondare, l’abitazione che non può essere minacciata, il facile giogo, il fardello leggero: questo è Gesù Cristo che è potere e saggezza di suo Padre.

Egli pensa a tutti, nutre tutti, dà al cieco luce per vedere, aprendo le finestre che erano chiuse, fa sentire al sordo e fa in modo che l’orecchio sordo senta, toglie dal corpo l’abito della lebbra e lo copre con l’abito della carne.

Rafforza la mano secca e fa camminare il piede zoppo. Rimette in sesto l’anima nel suo corpo e mette lo spirito nella sua abitazione. Affoga il branco di porci per la legione di demoni e toglie la malattia dal corpo malato.

O Sole di giustizia, dalle tue ali, o Sole di giustizia, sorge una fontana di bene.

Gloria, onore e gratitudine a Te per sempre. Amen.

Preghiera di assoluzione secondo il rito copto

Tu, o Signore, che hai inclinato i cieli; tu che sei disceso e ti sei fatto uomo per la salvezza del genere umano. Tu sei colui che siede sul Cherubino e sul Serafino, e osserva le cose umili. Tu anche ora, nostro Sovrano, sei colui al quale noi leviamo gli occhi dei nostri cuori, o Signore che rimetti le nostre iniquità e salvi le nostre anime dalla corruzione. Adoriamo la tua ineffabile compassione e ti preghiamo di concederci la tua pace; infatti ci hai dato ogni cosa.

Possiedici, Dio nostro Salvatore, poiché non conosciamo altri allíinfuori di te, e pronunciamo il tuo santo Nome. Volgici, o Dio, al tuo timore ed al desiderio di te; compiaciti che noi abitiamo nel godimento dei tuoi beni. Coloro che hanno chinato i loro capi sotto le tue mani, esaltali nella condotta ed adornali di virtù, e faí che noi tutti siamo degni del tuo regno che è nei cieli, per il beneplacito di Dio, il tuo buon Padre, con il quale tu sei benedetto assieme allo Spirito Santo vivificante, consustanziale a te, ora e sempre, etc.

preghiera di assoluzione del rito copto
alla fine della levata d’incenso mattutina

La lettura della Scrittura come forma di eucaristia (Pavel Evdokimov)

Come il “grande ingresso” della liturgia dei fedeli precede la comunione eucaristica, così il “piccolo ingresso” precede ciò che per i catecumeni sostituisce l’eucaristia: la consumazione eucaristica della Parola:

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangua ha la vita eterna

ma anche

Chi ascolta la mia Parola [...] ha la vita eterna (Gv 6,54; 5,24)

Già Clemente Alessandrino dichiara che bisogna nutrirsi della semente di vita contenuta nella Bibbia come si fa dell’eucaristia [1]. Origene fissa esattamente il senso ella manducazione della Scrittura [2], e la tradizione lo segue: si consuma “eucaristicamente” la “Parola misteriosamente spezzata” [3]. San Girolamo dice ugualemente:

Mangiamo la sua carne e beviamo il suo sangue nella divina eucaristia, ma anche nella lettura delle Scritture.[4]

San Gregorio di Nazianzo assimila la lettura della Scrittura alla consumazione dell’Agnello pasquale.

Questa maniera eucaristica di consumare la Parola presuppone l’epiclesi di ogni lettura [5]. La parola è viva per lo Spirito che in essa riposa, come si è posato sul Figlio, nel momento dell’Epifania. Bisogna perciò leggerla nella dimensione del Paraclito; Dio ha voluto che Cristo formasse il corpo nel quale le sue parole vengono a risuonare come parole di vita; Dio ha voluto che la tradizione della Chiesa formi il luogo nel quale Cristo parla e commenta le sue stesse parole. Al suo interno, dunque, cioè nella Chiesa, bisogna leggere e ascoltare. Solo la Chiesa conserva la Parola, poiché possiede lo Spirito che l’ha dettata, insegna Origene [6].

Così, ponendo la lettura nel cuore della liturgia dei catecumeni, l’insieme liturgico vuol suggerire, in analogia con la liturgia dei fedeli, che ogni lettura conduce alla presenza reale, all’incontro con il Verbo, alla sua comunione, consumazione eucaristica, sostanziale della Parola.

“Siamo attenti! Sapienza!”

La pericope presa dalle Lettere porta il nome di Apòstolos. Il detto ebraico diceva “Lo schaliah, l’apostolos di un uomo, è come un altro lui stesso”. Questo nome di apostolo significa dunque che, durante la lettura liturgica, è veramente l’apostolo a pronunciare questa lettura. L’incensazione dell’assemblea simboleggia la purificazione: purificata dall’apostolo, l’assemblea si prepara al mistero del Vangelo.

Fa’ che risplenda nei nostri cuori, o Signore amante degli uomini, la luce incorruttibile della tua divina conoscenza; aprici gli occhi della mente affinché possiamo intendere i tuoi precetti evangelici.

Questa preghiera prima della lettura esprime l’epiclesi scritturistica; chiedendo la luce pura, incorruttibile, essa chiede lo Spirito Santo, il dono della sua illuminazione, e si rifà a Luca e Giovanni:

Aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture [...] Manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso [...], lo Spirito che vi guiderà alla verità tutta intera (Lc 23,45-49; Gv 16,13)

E’ il metabolismo eucaristico delle Scritture nella parola di Dio, l’eucaristia scritturistica dei catecumeni.

Pavel Evdokimov
tratto da: P.E., L’uomo icona di Cristo, Ancora, pp. 115-117

[1] Stromati 1,1

[2] PG 131, 130-134

[3] PG 13, 1734. Cf. Giovanni Crisostomo, Sermone sulla Genesi, 6,2; Gregorio di Nazianzo, Discorsi, 45, 16

[4] Sull’Ecclesiaste, 3,13

[5] La preghiera rivolta al Padre perché invii lo Spirito Santo

[6] Su San Matteo, 14

Atai Parthenos (‘Questa vergine’ inno alla Vergine secondo la tradizione copta)

In occasione della festa della Dormizione della Vergine secondo il calendario copto, proponiamo alcuni inni e glorificazioni della Madre di Dio secondo la tradizione copta, dove è possibile corredati del relativo testo copto e di una registrazione. Per l’inno “Atai Parthenos (Questa vergine)” è possibile ascoltare, in basso, una registrazione realizzata dal coro dell’Istituto di Studi Copti del Cairo. Il testo è tratto da tasbeha.org

Oggi questa vergine ha ricevuto onore. Oggi questa vergine ha ricevuto gloria. Il suo abito è intessuto d’oro e adorno di molti colori.

Davide pizzicò la prima corda della sua arpa a gran voce dicendo: “Alla tua destra alla tua destra è la regina o Re” (Salmo 45,9)

Poi pizzicò la seconda corda della sua arpa a gran voce dicendo: “Ascolta, fanciulla, guarda e porgi l’orecchio; dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre” (Salmo 45,10)

Poi pizzicò la terza corda della sua arpa a gran voce dicendo: “Tutta splendore è la figlia del re di dentro; la sua veste è tutta trapunta d’oro” (Salmo 45,13)

Poi pizzicò la quarta corda della sua arpa a gran voce dicendo: “Ella sarà condotta al re, seguita dalle vergini sue compagne” (Salmo 45,14)

Poi pizzicò la quinta corda della sua arpa a gran voce dicendo: “Grande è il Signore e degno di somma lode nella città del nostro Dio, sul suo monte santo” (Salmo 48,1)

Poi pizzicò la sesta corda della sua arpa a gran voce dicendo: “Le ali della colomba coperte d’argento e come le sue piume d’oro risplendente” (Salmo 68,13)

Poi pizzicò la settima corda della sua arpa a gran voce dicendo: “Un monte di Dio è il monte di Bashan, un monte dalle molte cime è il monte di Bashan” (Salmo 68,15)

Poi pizzicò la ottava corda della sua arpa a gran voce dicendo: “Il suo fondamento è sui monti santi. Il Signore ama le porte di Sion” (Salmo 87,1-2)

Poi pizzicò la nona corda della sua arpa a gran voce dicendo: “Cose gloriose son dette di te, o città di Dio” (Salmo 87,3)

Poi pizzicò la decima corda della sua arpa a gran voce dicendo: “Poiché il Signore ha scelto Sion, egli l’ha desiderata per sua dimora” (Salmo 132,13)

Anok nim (‘Chi sono’ inno alla Vergine secondo la tradizione copta)

In occasione della festa della Dormizione della Vergine secondo il calendario copto, proponiamo alcuni inni e glorificazioni della Madre di Dio secondo la tradizione copta, dove è possibile corredati del relativo testo copto e di una registrazione. Per l’inno “Anok nim (Chi sono)” è possibile ascoltare, in basso, una registrazione realizzata dal maestro Gad Louis.

Chi sono io, il più debole sulla terra, per parlare del tuo onore, o Maria, figlia di Gioacchino?

Il Verbo, il Creatore, venne e da te si incarnò. Tu gli desti i natali e rimanesti vergine, o Maria, figlia di Gioacchino.

Barachia ti chiamò il vero Oriente da cui Cristo ha brillato su di noi, o Maria, figlia di Gioacchino.

Il bastone [di Aronne] fiorì senza seme e senza innaffiamento e divenne simbolo della Vergine, o Maria, figlia di Gioacchino.

Tu fosti esaltata più di tutto il genere umano e delle schiere celesti, o Maria, figlia di Gioacchino.

Poiché il Signore che è senza inizio ti prescelse perché tu diventassi il Suo trono, o meravigliosa Sposa, o Maria, figlia di Gioacchino.

Davide disse che il Signore Dio scelse Sion per venire ad abitare. Sion è la vergine, o Maria, figlia di Gioacchino.

Daniele ti chiamò la montagna accorta. Tu sei una montagna inamovibile, o Maria, figlia di Gioacchino.

Il primitivo stato di Adamo e il luogo in cui abitava, Cristo li ha ristabiliti per te, o Maria, figlia di Gioacchino.

Quale credente saggio e prudente non ha parlato della tua beatitudine, o Maria, o figlia di Gioacchino?