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Archive for the ‘arcimandrita Zacharias’ Category

Talvolta, la preghiera pura viene fatta senza parole. La mente, in uno stato eccezionale, acquisisce una comprensione di tutte le cose. In qualsiasi momento può sopraggiungere il rapimento dello spirito. “Ci si dimentica del mondo, le suppliche cessano e, con silenzioso stupore, si resta in Dio” [Silvano del Monte Athos, Gribaudi, p.71]. Nella sua forma più pura, la preghiera è il rapimento dell’animo umano di fronte a Dio. Il ritorno dell’asceta dal meraviglioso stato del mondo dell’esistenza veramente eterna alla materialità della percezione fisica di questo mondo è sentito come una caduta. Per le persone che hanno avuto una simile esperienza, dunque, questo stato naturale nel quale noi esistiamo ora è realmente uno stato decaduto.
archimandrita Zacharias
tradotto da: The Enlargement of the Heart, Mount Thabor publishing, 2006, p. 126
Cerchiamo di non mancare di rendere umile il nostro spirito. Se acquisiamo questa abitudine benedetta, molti dei nostri errori saranno corretti. Ad esempio, ci può venire in mente il pensiero che abbiamo rattristato il nostro fratello, e sappiamo che per essere graditi a Dio e rimanere nella Sua presenza dobbiamo essere riconciliati con la persona che abbiamo rattristato. Per entrare in Paradiso, bisogna avere un cuore grande come il cielo, un cuore che abbracci tutti gli uomini. Se un cuore esclude anche una sola persona, non sarà accetto al Signore, perché egli non potrà venire a inabitarlo.
La preghiera è una creazione infinita, una scuola che ci insegna a rimanere nella presenza del Signore. Questo sforzo di rimanere con il Signore è un esercizio che alla fine sconfigge la morte. Ecco perché la nostra preghiera non deve essere né superficiale né meccanica. Dobbiamo unire mente e cuore per imparare la vera preghiera mentale. In altre parole, dobbiamo pregare con tutto il nostro essere interiore, con tutta la mente e il cuore.
La preghiera è una scuola, e l’umiltà è la chiave del successo in questa disciplina. Cerchiamo di essere umili. Dobbiamo avere la certezza del nostro essere nulla di fronte a Dio, sapendo che l’unica cosa che ci rende veramente umani è il respiro che il nostro Dio e Creatore ha infuso in noi. In ogni altro aspetto siamo terra, e la terra è fatta per essere calpestata. Ciò che ci rende davvero preziosi è il respiro di Dio, ricevuto da noi al momento della nostra creazione e alla nostra ri-creazione, nel santo Battesimo. Questo respiro è ciò che ci rende immagine e somiglianza di Dio.
archimandrita Zacharias – The hidden man of the heart
Non dimenticate che è perché abbiamo timore della morte che pecchiamo. Il peccato regna nel mondo a causa della paura della morte. La paura della morte ci rende egoisti e faremmo di tutto per sopravvivere; e a causa di questo restiamo egoisticamente rinchiusi nel nostro “circuito chiuso”, ma tutto ciò che riusciamo a fare non è altro che aumentare la morte e il peccato. Perciò, la paura della morte ha fatto sì che il peccato regnasse nel mondo, e quando cerchiamo di sopravvivere a ogni costo, ci creiamo dei sostegni falsi al fine di resistere alla morte ma finiamo per intrappolarci sempre più nei suoi denti…
arcimandrita Zacharias
(arcimandrita Zacharias, The Enlargement of the Heart,
Mount Thabor publishing, 2006, p. 228)

Il dolore è un modo concreto di dimostrare che abbiamo amore. Come Cristo mostrò il suo amore soffrendo per noi, così anche noi, quando proviamo dolore, Gli mostriamo la nostra gratitudine e ci immettiamo nella Via del Signore.
Il dolore ha il seguente aspetto benefico: per esempio, se ora mi rompo un dito, tutta la mia mente sarà lì, perché fa male, il mio dito arde dal dolore. Mi sono rotto l’osso del dito e la mia mente è tutta concentrata lì. Se ho il cuore infranto dal dolore, la mia mente vi andrà naturalmente. Questo stato è estremamente benefico. Piangere, digiunare, vigilare, accettare le offese, tutte queste cose hanno infatti un solo scopo: sbrogliare il “cuore profondo”, aiutare la mente a trovare il “cuore profondo”. Ecco perché l’umiltà trova il cuore, mentre l’orgoglio lo seppellisce. L’orgoglioso non può trovare il suo cuore, non ha cuore. La vanagloria copre completamente il cuore.
Così, dobbiamo passare per il dolore dell’umiliazione per poter trovare il cuore perché il cuore non è soltanto il centro dell’essere umano, o il centro psicologico, ma anche il centro spirituale della personalità. Tutta la Scrittura parla del cuore come il luogo in cui si fanno le scelte per Dio, il luogo in cui l’uomo incontra Dio e dove Dio parla all’uomo. Ciò che prezioso agli occhi di Dio, dice Pietro, è “l’uomo occulto del cuore” (1Pt 3:4). Il dolore ci aiuta a trovare l’uomo profondo del cuore.
Arcimandrita Zacharias, The enlargement of the heart, Mount Thabor Publishing, pp. 151-152
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