Sii leggero! (Macario il Grande)

Supponi che una casa sia divorata dal fuoco; chi vuole salvarsi, non appena si accorge dell’ incendio, fugge via nudo abbandonando tutto e, preoccupandosi soltanto della propria vita, si salva. Un altro invece vuole portare via dalla casa arredi, vestiti o qualcos’ altro; entra per prenderli e, mentre li prende, il fuoco si impadronisce della casa, avvolge anche lui che è all’ interno e lo divora tra le fiamme. Vedi come perisce nel fuoco di propria volontà per aver amato un bene temporale più di se stesso? E ancora, alcuni sorpresi sul mare da una tempesta fanno naufragio; chi, spogliatosi, si getta nell’ acqua nudo volendo salvare soltanto se stesso viene sballottato dalle onde, ma resta a galla perché libero da impedimenti, riesce ad attraversare i flutti amari e così salva la propria vita. Un altro, invece, che vuole salvare qualcosa delle sue vesti, pensa di poter nuotare e attraversare il mare con le vesti che ha preso con sé, ma queste lo appesantiscono e lo spingono in fondo al mare; perisce per un piccolo guadagno senza poter salvare la propria vita. Vedi come si è dato la morte di sua volontà.

Supponi ancora che si abbia notizia dell’ arrivo di nemici. L’ uno, non appena lo viene a sapere, fugge subito senza indugiare, andandosene via nudo; l’altro invece, non credendo all’arrivo dei nemici oppure volendo mettere in salvo alcune sue cose, decide di prenderle con sé e ritarda la fuga. Ma nel frattempo giungono i nemici, lo prendono, lo fanno prigioniero e lo portano in terra straniera ove è ridotto in schiavitù. Vedi come è trascinato in schiavitù di propria volontà a causa della sua leggerezza, della sua debolezza, del suo attaccamento alle cose?

Similmente anche quelli che non seguono i comandamenti del Signore, non rinnegano se stessi, né amano soltanto il Signore ma si lasciano volontariamente avvinghiare dai legami terreni.

Macario il Grande
Omelia 5,12-13
tratto da: Spirito e fuoco, Qiqajon, pp. 114-115

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