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Cristo, capitano della nostra nave (Macario)

Come nel mondo visibile nessuno può percorrere e attraversare il mare da se stesso, se non ha una barca di legno agile e leggera che sola è in grado di muoversi sulle acque, perché se uno cammina sul mare affonda e muore, così è impossibile che un’ anima da se stessa percorra, oltrepassi e attraversi l’amaro oceano del peccato e il pericoloso abisso delle potenze malvagie, delle passioni tenebrose, se non ha ricevuto lo Spirito del Cristo che è leggero, celeste e alato, e che cammina e passa sopra ogni malizia; grazie a lui potrà raggiungere direttamente e senza deviazioni il porto celeste del riposo, la città del re. Come quanti viaggiano in nave non attingono dal mare per bere, né da esso si procurano vestito e cibo, ma tutto questo lo portano nella barca da fuori, così le anime dei cristiani ricevono cibo celeste e vesti spirituali non da questo mondo, ma dall’ alto, dal cielo, e vivendo di ciò che viene dall’ alto, imbarcate sulla nave dello Spirito buono e datore di vita, passano oltre le potenze avverse e malvagie dei principati e delle potestà (cf. Ef 6,12). E come tutte le navi sono fabbricate con uno stesso tipo di legno e con esse gli uomini possono attraversare il mare amaro, così tutte le anime cristiane fortificate dall’ unica luce divina e celeste dei differenti doni
dell’ unico Spirito (cf. 1Cor 12,4) superano ogni malizia.

Per una buona traversata la nave necessita di un pilota e di un vento moderato e lieve. Il Signore stesso è tutto questo; egli viene nell’ anima che ha fede e le fa attraversare le terribili tempeste, i selvaggi flutti del male e le burrasche provocate dai venti impetuosi del peccato calmando la tempesta con forza, perizia e destrezza, come lui sa. Senza il pilota30 celeste, il Cristo, è impossibile infatti che uno attraversi il mare malvagio delle potenze di tenebra e le burrasche delle amare tentazioni. È detto infatti: salgono fino ai cieli e discendono fino agli abissi (cf. Sal 106,26). Ma colui che avanza sulle onde selvagge (cf. Mc 4,35-40) è esperto nell’ arte del pilota e in fatto di guerre e di tentazioni. È detto infatti: Essendo stato messo alla prova egli stesso può venire in aiuto a quelli che subiscono la prova (Eb 2,18).

Macario l’Egiziano
in Pseudo-Macario, Spirito e fuoco, Qiqajon. pp. 381-382

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