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A che cosa servono le preghiere degli altri per noi? (Matta el Meskin)

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Non sono solo i peccatori e gli sbandati che hanno bisogno che si preghi per loro, affinché si convertano e giungano alla conoscenza di Dio; ma anche tu, come anch’io del resto, hai bisogno delle preghiere degli altri. Perché trop­po spesso trascuriamo di esaminare la nostra coscienza e lasciamo che vi si trascinino gravi col­pe: per lunghi anni omettiamo di accusarcene, e queste contribuiscono a indebolire la nostra vita spirituale. Per questo motivo la nostra ani­ma si trova sprovvista della potenza di Dio e dell’azione manifesta della grazia. Noi parliamo dei peccati degli uomini, preghiamo per gli altri, e intanto il peccato cova nelle nostre membra, contamina i nostri pensieri e alimenta le nostre passioni.

Abbiamo un estremo bisogno che si preghi per noi con fervore, affinché lo Spirito ci sveli i peccati che si trascinano e si nascondono nel nostro cuore, e la nostra coscienza sia presa dal pentimento e si converta. Potremo allora riceve­re in noi la potenza di Dio, e le nostre preghiere e tutte le nostre azioni saranno ravvivate dal di­namismo della grazia.

Le preghiere degli altri, quando sono dirette verso di te con forza e discernimento, risveglia­no il tuo essere interiore. Diventano come rag­gi infuocati, sfavillanti, che ti illuminano la co­scienza e infiammano il cuore, affinché tu cer­chi la conversione e la salvezza. Le preghiere degli altri, quando sono ferventi, diventano per te uno dei fattori più importanti per rinnovare la tua vita e acquisire maggiore energia spirituale.

Anche i santi, i profeti e gli apostoli aveva­no bisogno delle preghiere degli altri. Se Cristo non avesse pregato per lui, Pietro con il suo rin­negamento si sarebbe perduto per sempre e la sua fede sarebbe venuta meno senza possibilità di ritorno (cf. Lc 22,32). Ugualmente, se non ci fosse stata la preghiera instancabile della chiesa per lui, egli avrebbe terminato la sua vita in pri­gione, al tempo di Erode (cf. At 12,5). Anche Paolo aveva una coscienza acuta dell’importanza della preghiera degli altri perché gli fosse dato di «aprire la bocca» per annunciare il messaggio dello Spirito e per poter perseverare nel proprio ministero. Perciò non cessava mai di chiedere a ogni chiesa di pregare per lui (cf. Ef 6,19; Col 4,3; Rm 15,30; eccetera).

Al santo, al profeta, all’apostolo, dunque, non può bastare la preghiera che egli fa per se stesso o per il proprio ministero: egli ha un vivo bi­sogno che gli altri preghino per lui, perché sia maggiormente riempito della potenza divina e perché la grazia susciti in lui nuove energie.

E così la preghiera degli altri diventa, per te che agisci o predichi, una sorgente insostituibile di energia spirituale. Nella misura in cui le pre­ghiere degli altri per te si fanno più ferventi, la tua azione diventa più efficace; e fintantoché qualcuno persevera a piegare le ginocchia per te dinanzi al Signore, persiste anche l’ardore della tua azione, e le tue parole ricevono la potenza e l’efficacia dello Spirito santo.

Matta el Meskin
Consigli per la preghiera, Qiqajon, pp. 67-69

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