Home / SPIRITUALITA ORTODOSSA / Matta El Meskin / Perché siamo incapaci di gioire? (Matta el Meskin)

Perché siamo incapaci di gioire? (Matta el Meskin)

gioia_natale

Caro padre …,

la pace di Dio che sorpassa ogni intelligenza sia con il tuo spirito, amatissimo. Ti saluto, albero fruttifero, fiorito nei giorni primaverili, che hai assorbito il calore dello Spirito santo, facendo spuntare i frutti della grazia affinché ogni persona possa mangiarne e benedire il piantatore e l’irrigatore (cf. 1Cor 3,6), e glorificare l’abile mano che rende partecipe la natura umana di quella divina (cf. 2Pt 1,4).

L’ora è giunta. Lascia che il tuo servo vada in pace (cf. Lc 2,29). Simeone il Vegliardo gioisce perché Cristo è nato in una mangiatoia per animali. Gli abissi della terra sono stati, così, sollevati ai cieli più elevati dove dimora Dio. Toccate dallo Spirito, le cose storte sono state raddrizzate; nel silenzio della notte gli intralci sono stati appianati. Il mattino della salvezza è spuntato sulla via, spianata nei cuori deserti dei disperati.

Perché mai l’uomo non gioisce? Perché non esultano gli angeli? Eppure la pace è stata piantata nel cuore della terra e tra le spine della tribolazione è spuntata all’improvviso la gioia dello spirito. Chi non vuole credere a ciò che è scritto, venga da noi e creda a ciò che vede, metta il dito del dubbio nella ferita del peccato e senta le palpitazioni della grazia coprirne i moti. Senta battere il cuore di Dio e si stupisca.

Chi ancora non vorrà credere, stia attento perché le pietre stanno per urlare in maniera assordante. Il Signore sta per arrivare per realizzare la sua opera. Allora, non sarà più possibile avere fede o credere a ciò che è stato compiuto in mezzo ai miseri e ai reietti. Ci saranno soltanto pentimento e tristezza per coloro che hanno ripagato le nostre mani innocenti con il male e coloro che hanno condannato ingiustamente l’amore che abbiamo offerto a tutti i nostri persecutori (cf. Sal 17 [18],21; Mt 5,44). Ma la buona notizia è destinata ai poveri.

Oggi, nel silenzio della chiesa, una voce proclama che manca poco alla Natività. Cristo sta per essere formato nei cuori di molti affinché, in un solo giorno, nasca un popolo. La sterile giubilerà per bocca dei suoi figli innumerevoli. Le tenebre, che le mani di molti peccatori hanno contribuito a covare nel cuore di intere generazioni, saranno spazzate via dalla luce dello Spirito santo che si riverserà a profusione su ogni persona oppressa e contrita. La fede si diffonderà sulla terra in preparazione del Veniente e Cristo troverà ciò che il suo cuore brama.

Adorna la tua lampada, sapiente, perché risplenda la luce della tua povertà e della tua contrizione. Ogni abitante della casa[2] sappia che noi cerchiamo una città migliore che ha le fondamenta, il cui costruttore è Dio (cf. Eb 11,10). Tieni lo sguardo sempre rivolto verso l’alto, da cui giungerà la fine felice e la parte di eredità preparata per te. Non farti confondere dalle infruttuose opere delle tenebre. Colmati, piuttosto, di pace mediante la preghiera e l’azione spirituale.

Cerca rifugio sotto le ali di Dio. Quello sarà il tuo riparo nel tempo del male, e Dio ti porterà lontano. Non preoccuparti di nulla ma, in ogni cosa, preoccupati di pregare affinché la tua richiesta sia resa nota a Dio. Egli sigillerà con le sue promesse veraci ogni opera che viene compiuta fedelmente nel suo nome.

Pace, pace, pace.

[2] La chiesa.

Matta el Meskin
tratto da: L’umanità di Dio, Qiqajon.

Un commento

  1. Michelangelo

    A volte basta poco per essere felici

Lascia un commento

Sfoglia verso l'alto
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: