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Una risposta cristiana all’Isis (Matta El Meskin)

Icona dei martiri copti di Sirte, uccisi dall’Isis.

Questo brano è tratta da un’omelia del monaco egiziano Matta el Meskin della metà degli anni Novanta. In quel periodo, l’Egitto era vittima del terrorismo islamico che prendeva di mira i turisti stranieri e i cristiani. Alcuni gruppi fondamentalisti islamici, legati alla Gama’a Islamiyya, avevano imposto il pagamento della jizya [la tassa sulla persona che lo Stato islamico impone ai non musulmani] a molti villaggi a maggioranza cristiana. Matta el Meskin offre una meditazione cristiana, in realtà un vero e proprio appello, ai cristiani del sud dell’Egitto spronandoli a quel coraggio e a quella forza che provengono solo da Cristo. La offriamo al lettore perché possa avere una prospettiva evangelica sugli eventi sanguinosi e terribili di questi giorni e aiuti la sua preghiera per vittime e carnefici. Kyrie eleison!

 

O voi che siete costretti a pagare la jizya! A voi è imposta apertamente la jizya e chi non è disposto a pagarla, paga con la vita. Ascoltatemi! Che Dio vi doni ascolto e orecchi aperti. “A chiunque ti chieda del tuo, non respingerlo” (cf. Lc 6,30). “A chi desidera da te un prestito non volgere le spalle. A chi ti vuole toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello” (Mt 5,42.40). Se ti chiedono i soldi, dalli! La tua vita con Cristo è migliaia di volte più importante e grande. O voi che subite la jizya, ascoltatemi! Aprite la vostra mente. Date e Dio vi darà dal cielo con una misura pigiata (cf. Lc 6,38). Date ciò che appartiene alla polvere della terra e Dio vi darà ciò che proviene dal più alto dei cieli. Non temete! “Non temete coloro che uccidono il corpo ma Satana, che dopo aver ucciso, ha potere di gettarvi nella Geenna” (cf. Mt 10,28). Temete l’Avversario che vi tenta dicendovi di difendervi. No, amati miei, non difendetevi. Date a Cristo l’occasione di difendervi. “Voi starete tranquilli mentre il Signore vi difende” (cf. Es 14,14). Questo è un versetto d’oro! “Quando vi condurranno davanti a nemici, a sovrani, a magistrati e ad autorità, non preoccupatevi in quell’ora di che cosa dire perché il Padre vostro che è nei cieli vi dirà che cosa dovete dire e le vostre parole daranno vita a tanti. Daranno vita a voi e ad altri” (cf. Lc 12,11; Mt 13,11). “Non temete coloro che uccidono il corpo” (Mt 10,28).

Date a voi stessi e ai vostri spiriti un’occasione per vivere. Non spaventatevi, non temete! Non preoccupatevi di voi stessi! Preoccupatevi piuttosto di come ravvivare il dono che è in voi (cf. 2Tim 1,6). Iniziate una nuova vita nella quale amare i vostri nemici. Amate i musulmani ostili che chiamano terroristi, amateli con tutto il cuore. Se farete ciò, diventerete luce del mondo (cf. Mt 5,14). Non temete il terrorista fin tanto che in voi c’è l’amore di Cristo. Se vuole usare con voi la spada, piegate il collo e lui la riposerà nel fodero. Se temete, vi ucciderà. Non temete, invece, e ditegli: “Caro mio, io non temo la morte. Sono preoccupato per te. Riuscirai a sopportare il mio sangue? Non riuscirai a sopportarne il ricordo. Io me ne vado, in un luogo in cui troverò riposo. Il problema sarà tuo. Vuoi sparare? Fallo! Io non temo. Nel momento in cui morirò, me ne andrò a contemplare il volto del Signore. Con canti di gioia e di esultanza mi porteranno lassù. La mia preoccupazione è per te! Diventerai un assassino! Il sangue che cadrà su di te ti perseguiterà e ti angoscerà per tutta la vita! Ti amo, fratello. ‘Dammi i soldi!’ Vabbene, eccoli! Ecco quelli che ho in tasca, quelli che ho nel pantalone e quelli che ho nella borsa, eccoli, fino all’ultimo centesimo. ‘Dammi anche la borsa’. Eccola, prendila, è tua. ‘Dammi la giacca’. Eccola. ‘Dammi la macchina’. Prendila, ecco le chiavi”. Mediante l’amore, fratelli, sarete considerati un sacrificio. Siete luce del mondo! “Non temete di coloro che uccidono il corpo!” (Mt 10,28). “Voi sarete tranquilli mentre il Signore vi difende” (cf. Es 14,14).

Ecco, l’era della jizya è iniziata. Non temete. Anche se ci viene imposta la jizya, noi non temiamo! Mai! La jizya è un piccolo prezzo di riscatto per noi, custodito nel cielo. Non preoccupiamoci del soldo, dei mille o del milione. È tutta polvere e cenere! Tutte cose che scompariranno anche prima di percepire la fine di questa vita. Gioite nel Signore! Ve lo ripeto: gioite e non temete coloro che uccidono il corpo (cf. Fil 4,4). La vostra sofferenza è custodita presso Dio. È un sacrificio vivo e gradito. Questo è l’amore e questa la sua via splendente, luminosa, piena di gioia. “Considerate perfetta letizia, miei fratelli, quando subite ogni sorta di prove” (Gc 1,2). Ecco il tempo della vostra letizia! Gioite nel Signore perché è giunto il tempo in cui il Regno ha per voi le porte spalancate a un prezzo bassissimo: un piccolo prezzo di riscatto, una pallottola e sarete giunti in alto. Avete paura? Vi spaventate? Vi rattristate? No! E anche voi, famiglie dei martiri, non piangete per i vostri martiri! Altrimenti, perderete la vostra ricompensa celeste. Gioite, invece! I vostri martiri saranno la vostra consolazione continua sulla terra e i vostri intercessori nei cieli.

Sto parlando dell’amore e l’amore è per il nemico, prima che per l’amico. L’amore in azione e non a parole né con l’emotività. E l’azione dell’amore è il sacrificio: di sé, del corpo, del denaro, dei figli, dei vestiti e della terra su cui viviamo. Non temete! ‘Dammi la casa!’ ‘Eccola!’. ‘Dammi te stesso!’ ‘Eccomi!’. Perché siete voi a guadagnarci! Avete guadagnato il Regno dei Cieli con un po’ di polvere della terra! Eppure, ve lo dico, il vostro esempio non morirà mai. La luce che avete scagliato in mezzo alle tenebre continuerà a illuminare per generazioni dopo che voi sarete andati via. Voi sarete l’incarnazione viva del cristianesimo. Amati, il vostro Vangelo sarà letto dal mondo intero. Non temete e non abbiate mai paura! Perché voi, anzi noi, “siamo destinati a questo” (1Ts 3,3). Che cosa significa “questo”? La morte! Il martirio! Il sacrificio di sé e del denaro, gratuitamente, per amore. “Siamo destinati a questo”. La morte non ci è estranea. Noi siamo figli della Croce. Non solo la morte naturale ma quella violenta. Oggi per noi è un giorno di gioia perché è il giorno in cui ci viene chiesta la vita. Alleluia!

Fratelli, figli della luce, accendete le lampade dei vostri cuori con l’amore, così che possiate avere la luce della vita che disperde le tenebre che vi circondano. E Dio farà sorgere per voi la luce nel mezzo delle tenebre che illuminerà per voi il volto dell’Amato. Allora conoscerete la Via, e conoscerete la Verità e la Vita. Dio ci ha promesso che la luce della sua lampada nei nostri cuori non si spegnerà mai. Cristo, infatti, ci ha detto: “Ecco, io sono con voi ogni giorno, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20). Amen.

Matta el Meskin
omelia “Mediante l’amore siate a servizio gli uni degli altri (Gal 5,13)” del 1995

Un commento

  1. Grazie per quest’omelia piena di speranza e di verità.

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