Così come quando Dio ci difende e ci sta vicino, ogni cosa nociva è rimossa da noi, così quando egli è distante e ci dimentica, la nostra anima è divisa in due, il cuore è immerso nell’afflizione, coloro che nuocciono ci cadono addosso e la vita diviene dirupata e ripida. Ora, ciò è reso lecito a nostro vantaggio, così che persone indifferenti possano essere pungolati a divenire più zelanti e a ritornare nella condizione dalla quale sono caduti. “La tua caduta ti istruirà” dice la Scrittura “e la tua cattiveria ti censurerà” (Ger 2,19 LXX). E così, persino l’abbandono di Dio è una forma di provvidenza. Vedete, quando colui il quale pratica la provvidenza e la sollecitudine viene trascurato, egli ci ignora e ci abbandona fino a un certo punto cosicché a quel punto l’indifferenza possa essere cacciata via e i negligenti possano divenire più zelanti (Giovanni Crisostomo IV-V sec. – Commento ai Salmi)
Di notte sono sopraffatto dai miei problemi, stretto dallo scoraggiamento come una specie di sonno. Ma se la luce del tuo soccorso splenderà, essa disperderà il buio del pericolo e metterà fine al sonno dello scoraggiamento. Se, però, vorrai ritardare il tuo ausilio, temo che il mio sonno si trasformerà in morte, poiché la mia angoscia diverrà più forte della mia risoluzione (Teodoreto di Ciro IV-V sec. – Commento ai Salmi)
Il volto di Dio, pieno di luce, ha in potere di offrire doni, attraverso cui ogni partecipante è illuminato, come se godesse dei raggi solari. Ma se qualcuno si allontanerà, lo spirito di quello stesso vivrà nelle tenebre senza luce; perché gli occhi interiori, cioè i pensieri della mente, non riescono a vedere nulla. Quando qualcuno persiste nel peccato, sarà circondato da sempre maggiori tenebre, perché nel suo profondo continuerà ad allontanare il volto di Dio (Eusebio di Cesarea III-IV sec. – Commento ai Salmi)
Peccando, l’avversario diviene arrogante e dispotico su di noi e noi siamo schiacciati dal nostro peccato; questa è veramente la natura del peccato, abbattere e opprimere lo spirito (Eusebio di Cesarea III-IV sec. – Commento ai Salmi)
Se sei cieco e non illuminato, illumina i tuoi occhi così che tu non possa dormire il sonno della morte. Nella Luce di Dio vedi la luce, e nello Spirito di Dio sii illuminato dal Figlio, la Luce triplice e indivibile (Gregorio Nazianzeno IV sec. – Sul santo battesimo, orazione)
Gli occhi [...] del cuore dormono nel sonno della morte quando la luce della fede è seppellita, e vengono chiusi dai piaceri della carne; poiché questo è il sonno nel quale l’enemico si delizia (Cassiodoro V-VI sec – Spiegazione dei Salmi)
Una persona finirà nella trappola del diavolo se si ritira di un solo passo dalla potenza del Signore (Cassiodoro V-VI sec – Spiegazione dei Salmi)
Dobbiamo capire gli occhi del cuore qui: egli sta pregando che non vengano chiusi dalla piacevole miopia del peccato (Agostino IV-V sec. – Esposizioni sui Salmi)
liberamente tradotto da Ancient Christian Commentary on the Scripture –
Psalms 1-50 – pp. 105-106
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