Clive Staples Lewis, ‘Il Cristianesimo così com’è’ (Adelphi – 1997)
Al di là di tutte le dispute dottrinali, al di là di ogni divergenza ecclesiastica, il saggio di C. S. Lewis parla di quel nocciolo del cristianesimo condiviso da ogni cristiano (ortodossi, cattolici e protestanti); e lo fa in maniera semplice, diretta – d’altronde il libro nasce da alcune conversazioni radiofoniche degli anni Quaranta. I titoli dei quattro capitoli del saggio annunciano subito i temi religiosi che saranno affrontati: la legge, la fede, la morale e la trinità; ma in ulteriori sottocapitoli emergono anche aspetti più particolareggiati della dottrina cristiana: il libero arbitrio, l’incarnazione di Cristo, l’Amore cristiano, e la fine dei tempi. Ma il saggio di Lewis non è un trattato di teologia, ogni questione viene affrontata con linguaggio immediato e chiaro: eppure non si tratta di un libro superficiale, anzi favorisce nel lettore l’intuizione intellettiva del senso profondo del cristianesimo.
L’autore delle famose ‘Lettere di Berclicche’ mostra anche qui una particolare attenzione al ruolo dell’Avversario, l’angelo decaduto che con la sua azione parassitaria, tende ad affondare l’umanità nel brago del dualismo:
Il diavolo manda sempre nel mondo gli errori a coppie – a coppie d’opposti. E ci spinge sempre a riflettere lungamente su quale sia il peggiore. Egli punta alla nostra strenua avversione a un errore per attrarci a poco a poco nell’altro.
D’altronde a stessa etimologia del termine ‘diavolo’ (dal greco ‘dia-ballo’, divido, separo) sta a confermare la modalità della sua azione deviante, che bene s’innesta nella società moderna, nei suoi consumi, e quindi nella proliferazione inappagata di desideri tutta centrata sull’io che vuole farsi dio e in modo autosufficiente s’illude di fare a meno di Dio.
Fondamentale importanza assume dunque la necessità di partecipare della vita di Cristo:
Dio è venuto in questo mondo e si è fatto uomo per dare ad altri uomini il tipo di vita che è Suo. […] L’umanità, sostanzialmente, è già ‘salvata’. Noi individui dobbiamo appropriarci di questa salvezza. Ma la parte più ardua del compito – quella che non avremmo potuto assolvere da soli – è stata assolta per noi. […] Se ci apriamo all’unico Uomo in cui essa fu pienamente presente, e che, pur essendo Dio, è anche realmente uomo, Egli la realizzerà in noi e per noi.
Per Lewis, è solo grazie a Dio diventato uomo che rinuncia alla Sua volontà, soffre e muore per poi risorgere, che anche noi uomini possiamo compiere questo processo, puntando alla santificazione, alla theosis.
Eduardo Ciampi
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A proposito degli errori mandati nel mondo a coppie, Diogene Laerzio riferisce che Diogene Cinico, durante un ricevimento offerto da Platone, disse calpestando i suoi tappeti:”Calpesto l’orgoglio di Platone”. E Platone:”Con altro orgoglio, o Diogene!” (Vite dei Filosofi, VI, 26).
[...] lasciamo illuminare. Fonte Cercando informazioni ho trovato anche un blog ortodosso che ne parla qui. Cito da quel blog un paio di brani del libro: [...]