8:12 Io, la Sapienza, possiedo la prudenza e ho la scienza e la riflessione. [...]
22 «Il Signore mi ha creato all’inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, fin d’allora.23 Dall’eternità sono stata costituita, fin dal principio, dagli inizi della terra.24 Quando non esistevano gli abissi, io fui generata; quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d’acqua; 25 prima che fossero fissate le basi dei monti, prima delle colline, io sono stata generata.26 Quando ancora non aveva fatto la terra e i campi, né le prime zolle del mondo; 27 quando egli fissava i cieli, io ero là; quando tracciava un cerchio sull’abisso; 28 quando condensava le nubi in alto, quando fissava le sorgenti dell’abisso; 29 quando stabiliva al mare i suoi limiti, sicché le acque non ne oltrepassassero la spiaggia; quando disponeva le fondamenta della terra, 30 allora io ero con lui come architetto ed ero la sua delizia ogni giorno, dilettandomi davanti a lui in ogni istante; 31 dilettandomi sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo. 32 Ora, figli, ascoltatemi: beati quelli che seguono le mie vie! 33 Ascoltate l’esortazione e siate saggi,non trascuratela! 34 Beato l’uomo che mi ascolta, vegliando ogni giorno alle mie porte, per custodire attentamente la soglia. 35 Infatti, chi trova me trova la vita, e ottiene favore dal Signore; 36 ma chi pecca contro di me, danneggia se stesso; quanti mi odiano amano la morte» (Proverbi 8:22-36; versione CEI)
Questo meraviglioso brano parla della co-eternità del Figlio e del Padre e della creazione del mondo da parte della Santissima Trinità.
Così commenta questo brano dei Proverbi, “The Orthodox study bible”:
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“Il Signore” è il Padre, e “creato” in questo contesto sta a significare che il Padre stabilì la Sapienza al di sopra della sua opera; poiché il Padre fece ogni cosa attraverso la Sapienza (Atanasio). “Creato”, come è usato qui, non significa che il Padre ha fatto la Saggezza stessa, dal momento che il versetto successivo mostra che il Padre ha stabilito la Sapienza al di sopra delle sue opere, “all’inizio, dall’eternità”. Perciò, “creato” è usato in questo versetto come sinonimo di “stabilito”, dal momento che la Sapienza, che è il Verbo e il Figlio del Padre, non è una creatura. Egli è “generato dal Padre prima di tutti i secoli” (Credo).
“L’inizio delle sue vie” [la Bibbia CEI traduce "all'inizio delle sue attività"] significa due cose. Significa che il Padre fece tutte le cose attraverso la Saggezza e si riferisce anche all’Incarnazione, quando la Sapienza e il Verbo del Padre divenne carne (v. Gv 1:14). La frase “le sue opere” si riferisce sia alle opere della creazione sia quelle realizzate da Cristo per la nostra salvezza, che sono delineate nel Credo. “All’inizio prima del tempo” è uguale a “nel principio era il Verbo” in Gv 1:1 perché il Padre “stabilì” la Sapienza “prima del tempo”. Perciò Cristo, la Sapienza e la Potenza di Dio, non è una creatura (1Co 1:24).
Qui la parola “prima” appare cinque volte in questi versetti ed enfatizza il fatto che la Sapienza stessa esiste al di fuori della creazione. La parola “fui generata” mostra la relazione della Sapienza rispetto al Padre. La Sapienza è il Figlio del Padre, generato da Lui prima e al di fuori del tempo e dei secoli (Credo).
La Sapienza, il Figlio del Padre, “era presente” (v.27) con il Padre quando Questi ha fatto il mondo; quindi, il Figlio esiste con il Padre al di fuori della creazione. Il Padre non è una creatura; dunque, non lo è neanche suo Figlio.
Anche il Figlio ha creato il mondo, perché Egli “era con” il Padre come architetto. Il Padre è il Creatore, il Figlio è il Creatore. Come è possibile? Perché l’opera è una. Sono due Persone distinte ma l’opera della creazione è unica. Malgrado non sia menzionato qui per nome, anche lo Spirito Santo era presente e operava perché anch’Egli è il Creatore (v. Gn 1:2). Tre Persone distinte crearono il mondo con una sola opera. Quest’unica opera è enfatizzata nell’affermazione: “Il Padre fece il mondo per il Figlio nello Spirito”. Quindi, la Santa Trinità, il nostro unico Dio, fece il mondo con una sola opera, ed Essi si dilettarono l’uno nell’altro (v.30).
Quando il Padre completò la creazione, si dilettò in essa. Egli si diletta anche “nei figli degli uomini”. Coloro che rispondono alla gioia del Padre, a loro volta, si dilettano in Lui.
La conclusione di 8:1-31 è questa: date retta alla Sapienza del Padre. L’uomo che fa ciò è benedetto. Un tale uomo manterrà i suoi occhi su di Lui in ogni tempo.
Le vere questioni della vita hanno il loro centro in Cristo, la Sapienza del Padre. Coloro che centrano la loro vita in queste quesioni faranno esperienza della “grazia” del Padre, “il Signore”.
Le persone che peccano contro la Saggezza, agiscono in maniera contraria alla natura donata loro da Dio (anime) perché la natura umana è buona in se stessa ma coloro che agiscono contro la loro natura “danneggiano loro stessi”. Coloro che fanno ciò “amano la morte”.
(The Orthodox Study Bible, St. Athanasius Academy of Orthodox Theology, 2008, pp. 834-935)
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Il verso:
Infatti, chi trova me trova la vita, e ottiene favore dal Signore; ma chi pecca contro di me, danneggia se stesso; quanti mi odiano amano la morte
non può non far venire in mente decine di versetti del Vangelo secondo Giovanni in cui Cristo dice di essere Egli stesso “la Vita” e “la Risurrezione” e l’unica Via per trovare la vera Vita e “ottenere favore dal Signore”. Eccone solo alcuni:
— Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. (Gv 14:6)
— Io sono il pane vivente, che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno (Gv 6:51)
— Io sono il pane della vita. (Gv 6:46)
— Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà (Gv 11:25)
— Chi crede nel Figlio ha vita eterna (Gv 3:36)
Allo stesso modo, chi pecca contro il Figlio, cioè la Sapienza di Dio, non fa che danneggiare se stesso:
Se uno ode le mie parole e non le osserva, io non lo giudico; perché io non son venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo. Chi mi respinge e non riceve le mie parole, ha chi lo giudica; la parola che ho annunciata è quella che lo giudicherà nell’ultimo giorno (Gv 12:47-48)
Chi invece rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui (Gv 3:36)
Ed ecco cosa Cristo promette all’uomo che “dà retta” alla Saggezza:
Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita (Gv 5:24)
L’uomo che ascolta con il cuore la Sapienza ottiene di vivere in eterno con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo a cui spettano gloria, onore e adorazione ora e sempre e per tutti i secoli dei secoli.
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