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Sul dolore

Il dolore è un modo concreto di dimostrare che abbiamo amore. Come Cristo mostrò il suo amore soffrendo per noi, così anche noi, quando proviamo dolore, Gli mostriamo la nostra gratitudine e ci immettiamo nella Via del Signore.

Il dolore ha il seguente aspetto benefico: per esempio, se ora mi rompo un dito, tutta la mia mente sarà lì, perché fa male, il mio dito arde dal dolore. Mi sono rotto l’osso del dito e la mia mente è tutta concentrata lì. Se ho il cuore infranto dal dolore, la mia mente vi andrà naturalmente. Questo stato è estremamente benefico. Piangere, digiunare, vigilare, accettare le offese, tutte queste cose hanno infatti un solo scopo: sbrogliare il “cuore profondo”, aiutare la mente a trovare il “cuore profondo”. Ecco perché l’umiltà trova il cuore, mentre l’orgoglio lo seppellisce. L’orgoglioso non può trovare il suo cuore, non ha cuore. La vanagloria copre completamente il cuore.

Così, dobbiamo passare per il dolore dell’umiliazione per poter trovare il cuore perché il cuore non è soltanto il centro dell’essere umano, o il centro psicologico, ma anche il centro spirituale della personalità. Tutta la Scrittura parla del cuore come il luogo in cui si fanno le scelte per Dio, il luogo in cui l’uomo incontra Dio e dove Dio parla all’uomo. Ciò che prezioso agli occhi di Dio, dice Pietro, è “l’uomo occulto del cuore” (1Pt 3:4). Il dolore ci aiuta a trovare l’uomo profondo del cuore.

Arcimandrita Zacharias, The enlargement of the heart, Mount Thabor Publishing, pp. 151-152

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2 comments to Sul dolore

  • francesco

    Una visione profonda e meditata, interamente cristocentrica

  • Deussolussatis

    Penso che “l’uomo nascosto del cuore” sia il Cristo: infatti apparteniamo a Lui più che a noi stessi. Non comprendiamo il Suo dolore muovendo dal nostro, ma il nostro dal Suo. Egli discende agli inferi di ogni anima per sostenerla, consolarla e liberarla, rivelandoci figli nello Spirito e consegnandoci al Padre. Non possiamo evitare la sofferenza, ma possiamo percorrerla in Colui che ha sofferto tutta la sofferenza del mondo: Ecce Homo!

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