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“L’amore di Dio si basa sull’amore del prossimo. Quando il ricordo dei torti svanisce in te: allora sei vicino all’amore. Quando il tuo cuore è adombrato da una santa pace, dono di grazia, verso tutta l’umanità: allora sei alle porte dell’amore. Ma queste porte sono aperte soltanto dallo Spirito Santo. L’amore di Dio è un dono di Dio in una persona che si è preparata a ricevere questo dono attraverso la purezza del cuore, della mente e del corpo. Il grado del dono dipende dal grado di preparazione: perché Dio, anche nella Sua misericordia, è giusto”.
Ignatius Brianchaninov (1807-1867)
monaco russo
(via Christ is in our midst)
Non pensiamo mai che santità significa infallibilità. L’uomo perfetto non esiste. La santità è nell’area della lotta, non della perfezione. Nessuno è perfetto. La perfezione non esiste per noi in questa vita. Ciò che è esiste è l’uomo che lotta, colui che continua a battersi. Dobbiamo capire questo. Dico questo perché a volte possiamo pensare che la santità, che è comunque la nostra vocazione, è così lontana dalla nostra portata che risulta irraggiungibile. Non è così. E’ un’illusione e l’opera del Demonio che ci dicono che la santità è irreale e che non possiamo raggiungerla. Il Demonio vuole distruggerci. No, amici miei, non date ascolto a questo. La santità è nella lotta!
Arcimandrita Athanasios Mitilinaios
(via Christ is in our midst!)
يا رب يا ملك حياتي، لا تعطني روح الكسل ولا التطفل ولا الكبرياء ولا ثرثرة الكلام الباطل
يتم عمل ميطانية كبرى
بل امنح عبدك روح الحكمة والاتضاع وطول الأناة والمحبة
يتم عمل ميطانية كبرى
نعم، يا ربي وملكي، أعطني ان أنظر إلي خطاياي ولا أحكم على أخي، لأنك مبارك الي دهر الدهور. أمين
بعد هذه العبارة يتم عمل 12 ميطانية صغرى قائل لأجل كل احد
اللهم، تحنن علي انا الخاطي وارحمني
ومن جديد ميطانية كبرى والجملة الاخيرة من الصلاة
نعم، يا ربي وملكي، أعطني أن أنظر إلى خطاياي ولا أحكم على أخي، لأنك مبارك الي دهر الدهور. أمين
Oggi il Sole senza tramonto è sorto e il mondo è illuminato dalla luce del Signore… Oggi le nubi fanno piovere sull’umanità una rugiada celeste di giustizia. Oggi colui che non è stato creato si fa volontariamente imporre le mani da colui che da lui è stato creato. Oggi il profeta e precursore viene incontro al suo Maestro, ma sta accanto a lui con tremore, vedendo la condiscendenza di Dio nei nostri confronti.
Oggi le onde del Giordano sono cambiate in fonti di salvezza dalla presenza del Signore… Oggi le offese degli uomini sono cancellate nelle acque del Giordano. Oggi il paradiso si apre davanti all’umanità e il sole di giustizia brilla su di noi (Mal 3:20)… Oggi il Maestro si affretta a farsi battezzare per sollevare il genere umano. Oggi colui che non può abbassarsi si china davanti al suo servo per liberarci dalla schiavitù. Oggi abbiamo acquisito il Regno dei cieli, perché non ci saranno confini al Regno del Signore.
Oggi la terra e il mare condividono la gioia del mondo e il mondo è pieno di gioia. «Ti videro le acque, Dio, ti videro e ne furono sconvolte» (Sal 77:17). «Il Giordano si volse indietro» (Sal 113:3) quando vide il fuoco della Divinità venire a lui corporalmente e scendere nel suo corso. Il Giordano si volse indietro quando vide lo Spirito discendere dal cielo come una colomba e posarsi su di te. Il Giordano si volse indietro quando vide l’Invisibile reso visibile, il Creatore fatto carne, il Signore prendere la forma dello schiavo… Le nubi fecero sentire la loro voce nell’ammirazione che causava loro la venuta fra di noi della Luce da Luce, del vero Dio da vero Dio.
Oggi nel Giordano vediamo la festa del Signore. E vediamo il Signore buttare nel Giordano la morte che la nostra disobbedienza ci aveva meritato, il pungiglione dell’errore, le catene dell’inferno, e dare al mondo il battesimo della salvezza.
San Sofronio di Gerusalemme (550c.a.-639)
vescovo
Inno dell’ufficio bizantino della Teofania
Sto pensando in questi giorni alla quiete [in greco esichia], all’ordine e alla calma nella propria mente e nella propria anima. È qualcosa di cui ho disperato bisogno ma che, dati il mio lavoro e i miei interessi, trovo difficile individuare e raggiungere. Ho letto un libro intitolato “L’istinto di guarire” dello psichiatra David Servan-Schreiber [The Instict to Heal], che esamina l’efficacia delle terapie non tradizionali. Sono stato particolarmente colpito dal suo capitolo sulle scoperte mediche che riguardano il ruolo che ha il cuore nell’aiutare a governare il sistema nervoso. È stata una rivelazione scoprire che è clinicamente dimostrabile che il metodo e la pratica della preghiera di Gesù, che è una parte fondamentale della spiritualità cristiana ortodossa, possa guarire. Non fraintendermi. Il dottor Servan-Schreiber non menziona mai la preghiera di Gesù. Ma si parla di sorprendenti risultati che i medici hanno riscontrato nelle persone che fanno il tipo di respirazione ritmica e la meditazione che è richista quando si prega la preghiera di Gesù alla maniera dei Padri del deserto. C’è qualcosa di fisiologico che accade; è come se il cuore aderisse, e il sistema nervoso venisse riavviato e riorientato dalla pratica di esichia e meditazione. Il risultato è che “State quieti e sappiate che io sono Dio” [salmo 46:10 secondo la versione King James; la Nuova Diodati traduce: Fermatevi e riconoscete che io sono Dio] è in realtà una buona ricetta di base per la salute.
Quando ero sulla via verso l’Ortodossia, ero molto fedele nel dire la preghiera di Gesù ogni giorno, per quasi mezz’ora. Essa ha avuto un impatto incredibile sulla mia salute fisica e mentale. Mia moglie mi ha detto che allora ero una persona diversa – che ero molto più calmo e concentrato, in contrapposizione al mio solito carattere litigioso. Naturalmente, come di consueto con me, mi ha preso la pigrizia, e ho smesso di pregarla, con il risultato che mi attendevo. Ma ultimamente, dopo aver letto il libro di Servan-Schreiber e dopo aver parlato con un medico amico circa l’importanza dell’esichia, sono ritornato alla preghiera di Gesù. Non la raccomandarò mai abbastanza, non solo per la tua anima, ma anche per il tuo corpo.
Ho scritto in “Crunchy Cons” circa l’esperienza di vivere da solo un inverno in casa di un amico in campagna. Non c’erano né TV né giornali. Ciò accadde prima che esistesse Internet, per cui l’unico contatto che avevo con il mondo era il telegiornale della NPR che andava in onda due volte al giorno (per poi trasmettere musica classica tutto il resto del giorno). C’eravamo solo io, i miei libri, il mio pensiero e il mio rosario. Venendo da Washington D.C. il periodo di disintossicazione fu difficile. Ero teso tutto il tempo, con un disperato bisogno di stimoli. Ma alla fine, mi sono abituato alla tranquillità. Mi sono abitutato alla preghiera, e a concentrarmi a leggere, e sul silenzio quale stato normale. E’ stato come svegliarsi da un sogno. Capii attraverso l’esperienza come la mia vita quotidiana nel mondo non serviva ad approfondire la mia comprensione, ma piuttosto a evitare di comprendere e di instaurare una connessione più profonda e questo a causa di infinite distrazioni. Ero diventato dipendente da un costante apporto di stimoli, e ciò rendeva difficile la ricerca della verità e il vivere l’armonia interiore e la partecipazione alla vita di Dio. [...]
لقد ولد الملك، ملك اليهود، ملك الملائكة، ملك الخلائق والبشر، أين هو لنسجد له.
مازلنا نبحث عنه بين القصور, بين العظماء. ولكنه ترك العرش الكاروبيمي ليحل ضيفا في مذود بيت لم يكن له فيه مكان.
منذ ميلاده، يعلن أنه سيكون حيث لا نتوقعه.
منذ ميلاده، يعلن أنه هو هو الذي أفكاره بعيدة عنا.
منذ ميلاده، يعلن أنه هو الكائن في نور لا يدنى منه.
منذ ميلاده، يعلن كبعد المشرق عن المغرب هكذا تبعد أفكاره عن خيالنا.
منذ ميلاده، يعلن أنه هو الوحيد القادر أن يخبرنا عن نفسه إذ هو الله.
ولهذا تنازل تنازل حتى يحل علينا ضيفاً لأننا لم نترك له مكانا في البيت.
ولما جاء صرخنا وقلنا لقد وجدنا مسيا.
ولما عرفنا انه هو، صرخنا وقلنا اخرج من سفينتنا يا رب لأننا خطاة ولكنه قرر أن يحمينا من جهلنا عنه وعرفنا منذ ميلاده أنه جاء للعشارين والخطاة.
ولما عرفنا أنه جاء لنا صرخنا لنقول: إننا عبيد بطالون ولكنه قال لا أدعوكم بعد عبيدا بل أبناء لأن الابن يرث.
ولما عرفنا أننا ورثة أيضاً تجرئنا وقلنا أرنا الآب وكفانا فعلمتنا أنك في أبيك وأبيك فيك وأنك قررت أن نكون واحداً فيكم.
ولكننا مازلنا يا رب نشتاق إليك ونصرخ في ذاتنا أين أنت عرفنا مكان ميلادك لنذهب ونسجد لك.
مازلنا نجوع إليك, مازال البرقع موضوع, مازلنا نتحسس الطريق, مازال الأنين فينا يرتفع أعلى من رجائنا. مازلنا نشكو ضعفنا. ومازال الألم يتسيد علينا.
تعالي الآن وأرسل ملائكتك ليقولوا في الناس المسرة.
فأنت قريب جدا إلينا وبمقدار قربك أنت بعيد جداً عنا كل ما نعرفك نعطش إليك ونشعر ببعد المسافة برك وطبعتنا وانغماسها إلي أسفل.
ترفعنا بالنعمة ولكن تظل غير مفهوم, غير مدرك فأنت إلهي المذهل المحير فأنت في صميم كل شيء ومتعال عن كل شيء.
كائن كلياً في كل مكان ولا يحويك مكان.
وديع تمسك بالسوط.
في قربك إلينا تجعلنا نشعر بالعطش إليك.
كل ما نقترب منك نصرخ، نئن في داخلنا وكأننا لا نراك.
هكذا أعطيتنا أن نعرفك في كل شيء.
في كتاب وصورة وطفل وزهرة وقراءة واختبار وغضب وضجر وعوز وموت وقوة وضعف
في حزن وفرح
في انكسار وانتصار
في انهزام وترجي
في يأس ورجاء
في أن نكون في احتياج إليك ولا نجدك
نكتشف أنك أنت من جعل العوز في داخلي.
أنت الذي منحتنا جوعنا إليك حتى نبحث عنك فنجدك داخلنا.
رأفت موسى ذكري
روما، 5.1.2009
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