Auguri di cuore ai fratelli russi.
Preghiamo Dio tre volte santo che il nuovo Patriarca
sia una benedizione per il mondo intero.
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Salirà al «Soglio» di Mosca domenica prossima
Russia, Kirill è il nuovo Patriarca
L’alfiere del dialogo con Roma
Ha 62 anni. In precedenza ricopriva il ruolo di ministro degli Esteri della Chiesa Ortodossa russa
| Kirill di Smolensk e Kaliningrad (Epa) |
MOSCA – E’ il nuovo capo della Chiesa Ortodossa russa e potrebbe diventare il Patriarca dell’incontro con il Papa: il metropolita Kirill di Smolensk e Kaliningrad è stato scelto dal Conclave riunito martedì a Mosca, nella Cattedrale di Cristo Salvatore, battendo in rush finale Kliment di Kaluga e Borovsk. Si è aggiudicato 508 voti. Per essere eletto doveva ottenere oltre il 50% dei consensi, ossia almeno 352 schede a favore, su un totale di 702 votanti.
«INTRONISAZIA» – Salirà al Soglio domenica prossima Kirill, al secolo Vladimir Gundiaiev, in una cerimonia solenne indicata in russo con la parola «Intronisazia». Già da qualche settimana aveva assunto la guida ad interim della Chiesa Ortodossa russa e locum tenens della sede patriarcale di Mosca, rimasta vacante dopo la morte del Patriarca Alessio II. Paladino del dialogo con Roma, il 16esimo Patriarca di Mosca e di tutte le Russie è nato il 20 novembre 1946 a Leningrado, come il capo di Stato Dmitri Medvedev, il premier Vladimir Putin e il suo predecessore Alessio II. Ha 62 anni. In precedenza ricopriva il ruolo di ministro degli Esteri della Chiesa Ortodossa russa. E’ particolarmente noto nel Paese come telepredicatore e il suo volto è familiare al pubblico grazie a una serie di apparizioni nei programmi tv.
I FUNERALI – E’ stato lui ad officiare i funerali del defunto Alessio II, lo scorso dicembre, nonchè del primo presidente russo Boris Eltsin (all’epoca Alessio era già malato). Da sottolineare: nel dicembre 2007 Kirill ha guidato uno dei rari incontri di una delegazione ortodossa russa da Benedetto XVI in Vaticano. Ed è noto il suo ottimismo crescente per un miglioramento delle relazioni con Roma. Nonchè la sua posizione ferma sui temi come l’eutanasia: di recente ha scritto una lettera al Granduca Henri di Lussemburgo che il primo dicembre si è rifiutato di firmare una legge sulla «dolce morte». Norma che è stata comunque adottata dal Parlamento lussemburghese. «Sono convinto che la fedeltà ai valori tradizionali dei popoli del continente europeo ci aiuterà a preservare le fondamenta stesse della nostra casa comune» ha specificato nella missiva Kirill. E questo potrebbe essere anche uno dei punti forti del dialogo con Roma. Il nuovo patriarca guiderà una chiesa che conta almeno 165 milioni di fedeli in tutto il mondo. Il suo ruolo sarà particolarmente strategico nei rapporti con la Chiesa cattolica. Il tanto agognato incontro tra Alessio II e il Papa infatti, non si è mai tenuto e ora la cristianità torna a guardare a un evento epocale.
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