Sto pensando in questi giorni alla quiete [in greco esichia], all’ordine e alla calma nella propria mente e nella propria anima. È qualcosa di cui ho disperato bisogno ma che, dati il mio lavoro e i miei interessi, trovo difficile individuare e raggiungere. Ho letto un libro intitolato “L’istinto di guarire” dello psichiatra David Servan-Schreiber [The Instict to Heal], che esamina l’efficacia delle terapie non tradizionali. Sono stato particolarmente colpito dal suo capitolo sulle scoperte mediche che riguardano il ruolo che ha il cuore nell’aiutare a governare il sistema nervoso. È stata una rivelazione scoprire che è clinicamente dimostrabile che il metodo e la pratica della preghiera di Gesù, che è una parte fondamentale della spiritualità cristiana ortodossa, possa guarire. Non fraintendermi. Il dottor Servan-Schreiber non menziona mai la preghiera di Gesù. Ma si parla di sorprendenti risultati che i medici hanno riscontrato nelle persone che fanno il tipo di respirazione ritmica e la meditazione che è richista quando si prega la preghiera di Gesù alla maniera dei Padri del deserto. C’è qualcosa di fisiologico che accade; è come se il cuore aderisse, e il sistema nervoso venisse riavviato e riorientato dalla pratica di esichia e meditazione. Il risultato è che “State quieti e sappiate che io sono Dio” [salmo 46:10 secondo la versione King James; la Nuova Diodati traduce: Fermatevi e riconoscete che io sono Dio] è in realtà una buona ricetta di base per la salute.
Quando ero sulla via verso l’Ortodossia, ero molto fedele nel dire la preghiera di Gesù ogni giorno, per quasi mezz’ora. Essa ha avuto un impatto incredibile sulla mia salute fisica e mentale. Mia moglie mi ha detto che allora ero una persona diversa – che ero molto più calmo e concentrato, in contrapposizione al mio solito carattere litigioso. Naturalmente, come di consueto con me, mi ha preso la pigrizia, e ho smesso di pregarla, con il risultato che mi attendevo. Ma ultimamente, dopo aver letto il libro di Servan-Schreiber e dopo aver parlato con un medico amico circa l’importanza dell’esichia, sono ritornato alla preghiera di Gesù. Non la raccomandarò mai abbastanza, non solo per la tua anima, ma anche per il tuo corpo.
Ho scritto in “Crunchy Cons” circa l’esperienza di vivere da solo un inverno in casa di un amico in campagna. Non c’erano né TV né giornali. Ciò accadde prima che esistesse Internet, per cui l’unico contatto che avevo con il mondo era il telegiornale della NPR che andava in onda due volte al giorno (per poi trasmettere musica classica tutto il resto del giorno). C’eravamo solo io, i miei libri, il mio pensiero e il mio rosario. Venendo da Washington D.C. il periodo di disintossicazione fu difficile. Ero teso tutto il tempo, con un disperato bisogno di stimoli. Ma alla fine, mi sono abituato alla tranquillità. Mi sono abitutato alla preghiera, e a concentrarmi a leggere, e sul silenzio quale stato normale. E’ stato come svegliarsi da un sogno. Capii attraverso l’esperienza come la mia vita quotidiana nel mondo non serviva ad approfondire la mia comprensione, ma piuttosto a evitare di comprendere e di instaurare una connessione più profonda e questo a causa di infinite distrazioni. Ero diventato dipendente da un costante apporto di stimoli, e ciò rendeva difficile la ricerca della verità e il vivere l’armonia interiore e la partecipazione alla vita di Dio. [...]
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