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«Entrò e le prese la mano»

cyril_of_alexandria.jpgPoiché Cristo, per mezzo della sua carne, è entrato in noi, risusciteremo interamente; è infatti inconcepibile, anzi impossibile, che la vita non faccia vivere coloro nei quali si è introdotta. Come si ricopre un tizzone ardente con un mucchio di paglia per mantenere intatto il germe di fuoco, così il nostro Signore Gesù Cristo nasconde la vita in noi con la sua carne e vi mette come un germe di immortalità che respinge tutta la corruzione che portiamo in noi.

Quindi non soltanto con la sua parola egli opera la risurrezione dei morti. Per mostrare che il suo corpo è donatore di vita come abbiamo detto, tocca i cadaveri e mediante il suo corpo dona la vita a questi corpi già in via di decomposizione. Se il solo contatto della sua sacra carne rende la vita ai morti, quanto profitto trarremo dalla sua eucaristia vivificante quando la riceveremo! Non sarebbe bastato che la sola nostra anima fosse rigenerata per mezzo dello Spirito per una vita nuova. Occorreva che anche il nostro corpo pesante e terreno fosse santificato dalla sua partecipazione a un corpo così consistente quanto il suo e della stessa sua origine, e così venisse chiamato all’incorruttibilità.

San Cirillo Alessandrino (380-444)
patriarca della chiesa copta
Commento al Vangelo di Giovanni, 4 ; PG 73, 560

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