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La riconoscenza di un cieco

Più si è vicini a Dio, più si è felici. Praticamente è il fine dell’altra vita questo: più si è vicini a Dio, più si è felici, più si va veloci verso Dio. Si sarà vicini a Dio. Non si deve aver paura della morte. Al contrario, è come andare a trovare nostro Padre.

Il passato, il presente sono umani. In Dio non c’è passato. C’è soltanto il presente. Quando ci vede, vede già tutta la nostra vita. Ed è per questo che, essendo un essere infinitamente buono, cerca sempre il nostro bene, in tutto ciò che ci succede.

Ringrazio spessissimo Dio per avermi reso cieco. Sono sicuro che è per il bene della mia anima che ha permesso ciò.

Il mondo ha perso il senso di Dio. Peccato perché così non hanno motivi. Se si smette di pensare a Dio, perché vivere?

Dobbiamo sempre partire dal principio che Dio è infinitamente buono e tutto ciò che fa, lo fa per il nostro bene. Tutto ciò che ci succede è voluto da Dio, permesso da Dio, ed è per il bene della nostra anima. Dio, che è infinitamente buono, onnipotente, ci aiuta.

Così sono felice.

Parole pronunciate dal monaco certosino cieco nel film «Il grande silenzio» (Die Große Stille), 2005

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